Primož Roglič sta vivendo un avvio di Tour de France di ciclismo davvero anonimo e difficile. Il campione della Red Bull-Bora è arrivato al via della corsa senza fare proclami e tenendo un profilo piuttosto basso, complice anche il ritiro dal Giro d'Italia e il conseguente periodo di recupero. Le prime quattro tappe hanno mostrato un Roglič ancora più indietro del previsto. Lo sloveno è rimasto attardato sia nella prima tappa, quando il gruppo si è spezzato a causa del vento e dell'azione della Visma, che nella quarta, la tappa di ieri con arrivo a Rouen e ha visto un acceso scontro tra Pogačar e Vingegaard.

Roglič ha perso contatto con i due dominatori degli ultimi Tour, e non è riuscito nemmeno a rimanere nel gruppetto dei più immediati inseguitori, che poi sono rientrati. Lo sloveno è arrivato più indietro, in un altro gruppo con 32'' di distacco, e ora in classifica generale è 13° a 1'27''. Il Ds della Red Bull-Bora, Rolf Aldag, ha spiegato che questa giornata negativa è dovuta anche a un problema meccanico, ma lo stesso Primož Roglič non ha cercato scuse e ha parlato con una certa rassegnazione. "Voglio arrivare a Parigi, i distacchi stavolta non contano", ha dichiarato lo sloveno.

'È come pedalare con una gamba sola'

Nel dopo tappa di Rouen, Primož Roglič ha rilasciato una breve dichiarazione a ITV Cycling, senza fare nessun riferimento al problema meccanico che lo ha attardato nell'ultima parte della corsa.

"Voglio arrivare a Parigi, è stato difficile arrivare fin qui", ha commentato lo sloveno, facendo capire chiaramente di non avere la condizione per competere con i più forti.

"Se dovessi descriverlo, mi sento come se stessi pedalando con una gamba sola in questi primi giorni. Devo dare il massimo per superare questo momento. Dico sempre che voglio vincere, ma questa volta i distacchi non contano. Cerco di dare il massimo ogni giorno e vedremo dove mi porterà", ha dichiarato il capitano della Red Bull, che è stato chiaro anche sulle sue possibilità nella cronometro della quinta tappa. "Quando vedi come stanno andando questi ragazzi, non penso di essere tra i favoriti. In ogni caso, darò tutto e poi vedremo", ha concluso Primož Roglič.

'È rimasto sulla corona grande fino al traguardo'

Il suo Ds Rolf Aldag ha poi spiegato che Primož Roglič ha avuto anche un inconveniente meccanico, che ha ulteriormente appesantito la sua situazione nel finale della quarta tappa. "Ha avuto un problema dopo la caduta di Mick van Dijke, quindi a circa 20 km dal traguardo", ha spiegato il tecnico tedesco. "Dopodiché, il suo deragliatore anteriore non funzionava più correttamente, quindi è rimasto sulla corona grande fino al traguardo", ha aggiunto Aldag.

Impossibilitato a cambiare bici, Roglič si è così trovato ad affrontare gli ultimi strappi con un rapporto del tutto inadeguato. "Percorrere quella salita al 17% e arrivare fino al traguardo con il rapporto più lungo non è proprio la sua specialità, come tutti sappiamo.

Gli piace una cadenza piuttosto elevata, quindi è stato piuttosto difficile per lui. Oggi sarebbe stato bello essere nel gruppo dei favoriti, ma c'è una spiegazione: rimanere con il rapporto più lungo su quella salita ripida non è stato perfetto", ha dichiarato Aldag, che però ha raccontato di aver visto il corridore molto rilassato e sereno anche subito dopo la fine della tappa.

Aldag ha invitato a rimandare ogni giudizio sulle possibilità di podio finale di Roglič a metà Tour de France, quando sarà fatto un primo bilancio. "Riconsidereremo tutto solo dopo la nona tappa, poi vedremo", ha commentato Aldag.