Senza strafare, ma Tadej Pogačar ha imposto la sua supremazia anche sul Mur de Bretagne, arrivo della settima tappa del Tour de France di ciclismo. In un finale degno di una grande classica, il fuoriclasse sloveno ha fatto lavorare a lungo la squadra, ma non ha piazzato il suo solito attacco incisivo, preferendo una strategia più conservativa. Evenepoel e Vingegaard non hanno trovato le energie e la sfrontatezza per passare all'offensiva e tutto si è così risolto in una volata ristretta. Ai duecento metri, Pogačar ha iniziato il suo sprint e Vingegaard ha solo potuto accodarsi per concludere con l'ennesimo secondo posto.

Dopo la grande fatica di ieri, Van der Poel non è riuscito ad essere tra i protagonisti ed ha così concluso la sua bella avventura in maglia gialla, riconsegnando i simboli del primato a Pogačar. Il campione del mondo ha parlato di una "giornata quasi perfetta', mostrando però una certa preoccupazione per la caduta in cui è stato coinvolto Joao Almeida.

Almeida e Buitrago fuori classifica per una caduta

La settima tappa del Tour de France ha proposto un finale che è ormai entrato nella storia della corsa, quello al Mur de Bretagne.

La breve salita, un paio di km con un tratto in doppia cifra di pendenza, è stata affrontata due volte, l'ultima al traguardo. Dopo aver lasciato spazio alla fuga nella tappa di ieri, la UAE ha subito chiarito di avere altri propositi per questa giornata, particolarmente favorevole a Pogačar. La corsa è partita a velocità folli, con oltre cinquanta chilometri percorsi nella prima ora. Dopo un'intensa lotta, sono riusciti a lanciarsi in fuga Geraint Thomas, Ivan Garcia Cortina, Ewen Costiou, Alex Baudin e Marco Haller.

La UAE si è messa in testa al gruppo per gestire il distacco, che non ha mai superato i due minuti. La corsa si è così assestata in attesa dei due passaggi sul Mur de Bretagne.

La Visma ha preso di petto la prima scalata, imponendo una netta selezione sotto il ritmo di Simon Yates. Van Aert ha poi cercato di portare via un gruppetto subito dopo il Gpm, ma la UAE ha ripreso il controllo delle operazioni. In discesa si è purtroppo verificata una rovinosa caduta, in cui sono rimasti coinvolti anche Mas, Buitrago e Almeida. Mas è riuscito a ripartire velocemente e tornare in gruppo, mentre Almeida e Buitrago, molto sofferenti, sono arrivati con oltre dieci minuti di ritardo.

Wellens ha poi impresso una forte accelerata all'imbocco della scalata finale al Mur de Bretagne, ma Pogačar non ha dato seguito all'azione del compagno ed è rimasto in attesa. Evenepoel ha così imposto un passo forte e regolare, mentre Vingegaard ha solo controllato Pogačar.

Tutto si è così deciso con uno sprint tra una decina di corridori, con Narvaez che ha lanciato il campione del mondo. Vingegaard ha reagito prontamente, ma Pogačar ha dimostrato di essere decisamente superiore in volata ed ha conquistato l'ennesima vittoria e ripreso la maglia gialla. Dietro a Vingegaard si sono piazzati Onley, Gall, Jorgenson, Evenepoel e Vauquelin, mentre Roglic e Lipowitz hanno perso una ventina di secondi.

La nuova classifica generale vede Pogačar di nuovo in giallo con 54'' su Evenepoel, 1'11'' su Vauquelin e 1'17'' su Vingegaard.

'La squadra ha fatto un lavoro fantastico'

"È stata una giornata quasi perfetta", ha dichiarato il campione del mondo nell'intervista flash del dopo tappa.

"Purtroppo João Almeida è caduto. Spero che stia bene. Se sta bene, è una giornata perfetta. Se non sta bene, questa vittoria è sua" ha commentato Pogačar.

"La squadra ha fatto un lavoro fantastico. Abbiamo dovuto dedicare molta energia al raffreddamento del corpo, perché faceva molto caldo. Mi hanno portato ai piedi della salita. Normalmente, anche João sarebbe stato lì, ma è caduto. Narvaez mi ha superato all'ultimo chilometro. Ha fatto un lavoro fantastico nel tenere la situazione sotto controllo fino allo sprint. È stato perfetto per me. Ora sono di nuovo in maglia gialla e spero che le prossime due giornate siano più semplici" ha concluso Pogačar.