Venerdì 12 settembre Tadej Pogačar fa il suo atteso rientro in gruppo al Gp Quebec, in Canada. Il Campione del mondo di ciclismo non corre più dal Tour de France, concluso vittoriosamente lo scorso 27 luglio. Nonostante il netto successo, Pogačar ha finito il Tour con una netta sensazione di stanchezza e stress ed ha così rinunciato a correre la Vuelta Espana, inizialmente inserita nel suo programma, per concentrarsi su pochi e importanti obiettivi per questo scorcio finale di stagione. Il campione sloveno ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della corsa canadese, ha speso qualche frase di circostanza per commentare l'addio alla UAE di Juan Ayuso e ha confermato il suo calendario che ruoterà attorno ai Mondiali.

"Sono motivato per le sei corse che mancano" ha dichiarato Pogačar.

'Niente ritiri in quota, mi sono allenato a casa'

Tadej Pogačar ha raccontato di aver pensato soprattutto a riposare, fisicamente e mentalmente, dopo la conclusione del Tour de France. "Ora sono tornato qui per l'ultima parte della stagione. Sono contento di come è andata la mia estate. Ho avuto alti e bassi. È la fine della stagione, quindi ci si stanca o ci si ammala più facilmente" ha commentato il campione del mondo di ciclismo, che punta soprattutto alla riconferma iridata in quest'ultimo mese di corse del 2025.

"È sempre difficile raggiungere la forma fisica a fine stagione, ma ho ancora motivazione per le sei gare che mancano.

I Campionati del Mondo sono sempre stati un grande obiettivo, spero di potermi preparare al meglio nelle prossime due settimane" ha dichiarato Pogačar.

Il campione della UAE correrà le due prove in Canada del 12 e 14 settembre, quindi la crono iridata e la corsa in linea dei Mondiali, rispettivamente il 21 e il 28, gli Europei in linea del 5 ottobre e la grande chiusura del Lombardia dell'11 ottobre.

Pogačar ha spiegato che l'obiettivo numero uno è il Mondiale, ma che ci sono alcuni fattori che pongono qualche dubbio in vista della corsa iridata in Ruanda. "Non ho fatto un ritiro di allenamento in quota per questo blocco di corse. Sono rimasto principalmente a casa e mi sono allenato lì, è andata abbastanza bene.

Mi sarebbe stato utile per i campionati del mondo, soprattutto per la cronometro, adattarmi all'altitudine. Il Ruanda è piuttosto alto, ma non potevo inserire un altro lungo blocco di allenamento in quota nel mio programma" ha dichiarato lo sloveno, che non ha nascosto le incognite per la trasferta in Africa. "E' tutto un po' ravvicinato, i viaggi in Ruanda e il ritorno sono lunghi, ma non c'è fuso orario e dovrebbe andare bene" ha spiegato Pogačar.

'Posso capire Ayuso'

Durante la conferenza stampa non è mancata una domanda sull'addio di Juan Ayuso alla UAE Emirates. Dopo un periodo di forti attriti, in cui il corridore spagnolo è apparso sempre più isolato rispetto al resto del gruppo arroccato attorno a Pogačar, è arrivata la conferma della rescissione del contratto.

Pogačar ha risposto con poche frasi di circostanza a questo argomento un po' spinoso.

"Da un lato, è molto triste vederlo andare via", ha risposto Pogačar. "Dall'altro, posso capirlo. Vuole un cambiamento nel suo ambiente. È una situazione difficile su cui esprimere un'opinione. Ma la cosa migliore è avere informazioni privilegiate, parlarne con lui personalmente" ha concluso il campione del mondo.