Dopo quattro stagioni trascorse con il team Visma - Lease a Bike, Tiesj Benoot sta iniziando una nuova avventura con la squadra Decathlon CMA CGM. Il corridore belga ha dimostrato di essere una presenza fondamentale non solo nelle corse a tappe, ma anche nelle classiche, rendendolo un uomo prezioso per ogni fase della stagione. Nell'ultima parte della sua carriera, Benoot ha avuto modo di assistere al dominio incontrastato di due assoluti fenomeni del ciclismo attuale: Tadej Pogačar e Mathieu Van der Poel. Questi due campioni hanno imposto un duopolio nelle classioche, spartendosi ogni traguardo possibile e rendendo la competizione sempre più difficile per gli altri corridori.

Benoot: 'Non capisco gli altri corridori'

Nelle ultime nove gare Monumento o Campionati del Mondo cui entrambi hanno partecipato, uno dei due ha sempre conquistato la vittoria. L’unica eccezione è stata la Milano-Sanremo del 2024, dove Van der Poel ha comunque giocato un ruolo chiave nell’aiutare Jasper Philipsen a tagliare per primo il traguardo, mentre Pogačar si è comunque piazzato al terzo posto, evidenziando ulteriormente la loro forza e influenza nel panorama delle classiche.

In un’intervista rilasciata a In de Leiderstrui, Benoot ha condiviso le sue riflessioni riguardo alla difficoltà di contrastare il predominio di Pogačar e Van der Poel. Quando gli è stato chiesto se ci fosse una strategia efficace per fermarli, ha risposto in modo diretto e realistico: "Dobbiamo tutti smettere di stare davanti quando ci sono Van der Poel e Pogačar.

Non lo capisco. Secondo me, è come correre per il secondo posto: se inizi ad aiutarli...".

'Al Giro delle Fiandre la tattica non conta'

Benoot non nasconde le sue ambizioni di vincere una Classica Monumento, un traguardo che rimane sfuggente per lui, nonostante le sue già importanti vittorie alla Strade Bianche nel 2018 e alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne nel 2023. Tuttavia, sembra consapevole della sfida rappresentata dal duo di campioni e della necessità di una strategia collettiva tra i corridori per affrontarli. "Ora che Pogačar ha iniziato a correre tutte le classiche e Van der Poel ha fatto un grande passo avanti, per molti corridori è diventata quasi un'utopia. Ma anche a loro potrebbe succedere qualcosa, e ovviamente non corrono tutto", ha aggiunto.

La discussione si è poi spostata sul Giro delle Fiandre, dove Benoot ha osservato che le difficoltà del percorso e l'innalzamento delle prestazioni hanno cambiato le dinamiche di gara, tanto da ridurre il valore della pura tattica. "Il Giro delle Fiandre è diventato così difficile che la tattica non ha più importanza. Inoltre, anche la UAE è molto forte", ha concluso.

Con la convinzione che, pur essendo realista, ci sia sempre spazio per l’imprevisto nel ciclismo, Benoot si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera, pronto ad affrontare le sfide di un ciclismo dominato da due fuoriclasse. La sua determinazione e il suo approccio strategico saranno fondamentali per cercare di ritagliarsi uno spazio importante nelle prossime grandi competizioni.