Paolo De Chiesa ha analizzato lo stato di forma di Sofia Goggia, Giovanni Franzoni e Federica Brignone, figure di spicco dello sci alpino.

Goggia: meno scorrevolezza, più tattica

Secondo De Chiesa, Sofia Goggia ha perso scorrevolezza rispetto al passato, un cambiamento che attribuisce a possibili variazioni di peso e alle diverse condizioni della neve. «Forse ha perso qualche chilo? Il manto può fare la differenza», ha detto, ricordando che a St. Moritz e Val d’Isère la sciatrice non aveva avuto problemi, diversamente da Zauchensee e Tarvisio. Ha escluso, inoltre, problemi legati ai materiali, dato che Nicol Delago ha vinto usando gli stessi sci (Atomic).

De Chiesa ha poi sottolineato come Goggia sia diventata più tattica: «Quest’anno sembra preservarsi un po’ di più: ad esempio, sull’ultimo salto in superG non si è presa i rischi della vincitrice Aicher. È maturata dal punto di vista tattico: l’esperienza e la vita l’hanno resa più consapevole».

Franzoni: eleganza e completezza

De Chiesa ha lodato Giovanni Franzoni, preferendolo a Sarrazin per il suo stile di sciata equilibrato. «Di lui mi colpiscono l’eleganza e la compostezza. Le cose che fa nascono da una squisitezza tecnica di base», ha spiegato, aggiungendo che con «qualche chilo di muscoli in più, è diventato molto più scorrevole, come abbiamo visto in Val Gardena e a Wengen». Secondo De Chiesa, Franzoni è ormai uno sciatore completo nella velocità e, continuando così, potrà competere con Odermatt.

Brignone: la salute prima di tutto

Su Federica Brignone, De Chiesa ha espresso un parere cauto: «Penso che possa fare una bella gara, altrimenti non si presenterebbe al cancelletto. Il risultato mi interessa relativamente. Io sono come le vecchie nonne, penso più alla salvaguardia della sua salute. L’importante è che stia bene e non senta male al ginocchio: questa è la mia aspettativa».