Francesco Totti ha ospitato Nicola Ventola in un nuovo episodio del format “AperiTotti”. L'incontro, mediato da Pierluigi Pardo, si è trasformato in un viaggio tra ricordi, retroscena e riflessioni sul calcio contemporaneo.
Il rifiuto alla Roma e gli scherzi ai ritiri
Ventola ha raccontato del suo mancato approdo alla Roma, nonostante l’insistenza di Totti: “Lui diceva: ‘Ma vieni qua, non so quanti gol fai’”. Tuttavia, Ventola scelse l’Inter, motivando così la decisione: “Francesco, ti voglio bene, ma dall’altra parte hanno preso Roberto Baggio e c’è Ronaldo”.
Un rifiuto dettato dalla percezione dell’Inter come squadra più pronta. Ma, con un sorriso amaro, Ventola ha ricordato che alla fine fu proprio la Roma a vincere lo scudetto.
Il legame tra i due nasce negli anni dell’Under 21, un periodo di spensieratezza e scherzi. Ventola ha confessato con ironia la difficoltà di condividere la stanza con Totti: “Non si può stare con questo signore, scherza sempre… non puoi dormire e, se lo fai, ti trovi una mela in bocca o il dentifricio sugli occhi”. Totti ha ammesso divertito di aver usato dentifrici particolarmente “potenti” per colpire i compagni addormentati.
Gli allenamenti e la leggerezza in campo
Il racconto è poi passato all’epoca di Zdeněk Zeman.
Totti ha descritto allenamenti estenuanti: i celebri “mille metri” venivano ripetuti fino a dieci volte, e “il decimo era di carattere”. Il tecnico boemo imponeva ritmi tali che “se superavi il giocatore avanti facevi mille metri in più”. Ma il sacrificio, ha spiegato Totti, veniva ripagato la domenica: “In campo non sentivi niente, volavi e giocavi a occhi chiusi”.
Le critiche al VAR
Il confronto si è spostato sulla tecnologia e sull’utilizzo del VAR. Totti si è mostrato scettico: “Devono essere più svelti e reattivi, non possono passare sette od otto minuti per prendere una decisione”. Ventola ha sottolineato come le emozioni vengano spesso represse: “È un aiuto incredibile che stiamo sfruttando male”.
E ha lanciato una proposta: “Metterei gli ex calciatori al VAR… hanno l’abitudine e la velocità nel vedere le immagini”.
Il 5 maggio 2002
In chiusura, Ventola ha rivissuto il drammatico epilogo del campionato 2002, ricordando il 5 maggio. Ha offerto una lettura tattica: “Io dico sempre, lo scudetto non l’abbiamo perso il 5 maggio ma l’abbiamo perso perché se giocavano Álvaro Recoba, Ronaldo, Christian Vieri e Sérgio Conceição difendi in sei”.