Federica Brignone torna alle competizioni martedì 20 gennaio a Kronplatz, partecipando allo slalom gigante di Coppa del Mondo, a 292 giorni dall'infortunio rimediato ai Campionati Italiani in Val di Fassa. La campionessa valdostana affronta il rientro con realismo e determinazione, senza pressioni sul risultato.
Il ritorno in gara a San Vigilio di Marebbe
“Per me è veramente fantastico essere qui in gara domani a San Vigilio di Marebbe. Non c’è posto migliore per tornare in gara. Questa pista mi è sempre piaciuta. Non è come gli altri anni e non è neanche come arrivare a Sölden.
Normalmente fai una preparazione ad hoc, stai bene, ti alleni più di sei mesi per preparare una stagione, ma non è stato il mio caso quest’anno. Sono qui per testare mente, corpo e gamba. Non gareggio per un grande risultato, ma per me stessa. Essere in gara domani è già un successo e tutto ciò che verrà di più sarà guadagnato. Non ho un obiettivo specifico di risultato, ma ce l’ho a livello di performance”, ha dichiarato Brignone in conferenza stampa.
Le difficoltà fisiche e il dolore
La sciatrice non nasconde le difficoltà fisiche: “Non c’è giorno in cui finora non abbia provato dolore dal momento dell’infortunio. Non solo sugli sci, ma anche nella vita di tutti i giorni. A volte il dolore è maggiore, in altre situazioni è inferiore.
Ci sono infatti delle giornate in cui non ho sciato. Quando scio lo sento abbastanza. La zona è quella della tibia, da metà tibia in su, e il ginocchio”.
Brignone racconta anche il percorso di preparazione: “Mi sono allenata a Cortina e poi a Dobbiaco. Ho solo dieci giorni di allenamento all’attivo tra i pali, pochi. In Val di Fassa ho lavorato sulla velocità. Ho fatto un programma diverso dal solito. Il gigante è la specialità in cui sento più dolore anche se è la gara che mi viene meglio, mentre sulla velocità sento meno dolore. Finora ogni giorno è come se fosse un test, non ho svolto una vera preparazione. La gara di domani per me è un altro test.
Per vedere come funzionano due manche con più di tre ore di differenza, rimettersi in gioco comunque con tutto quello che c’è intorno.”
L'approccio di Federica Brignone alla competizione
La determinazione di Brignone emerge anche nel modo in cui affronta il rischio: “Non ho mai avuto istinti conservativi. Preferisco fallire che non agire per paura di fallire. Mi sono confrontata con il mio staff e ho deciso di gareggiare qui per mettermi alla prova. L’obiettivo poi è andare a Cortina e in base alle sensazioni deciderò se fare altre gare prima, durante e dopo le Olimpiadi. Continueremo con il nostro programma settimanale di giorno in giorno. Tutti i giorni c’è stato almeno un momento in cui ho detto: ‘Non ce la faccio’.”
“Il pensiero positivo è che sono qui e domani sarò davanti a un cancelletto di partenza in Coppa del Mondo, andando oltre le aspettative di tutti.
La paura chiaramente è quella che qualcosa non funzioni dentro la mia gamba, ho ancora dentro tutta la ferraglia. Io scio senza tutore, ho solo dei tessuti che tengono più caldo il ginocchio, non ho nulla che mi immobilizzi. Dal primo giorno ho deciso che avrei sciato in condizioni normali per il mio ginocchio. Se domani vedo che non me la sento, nessun problema. Posso sempre fermarmi. Per me è già un grande traguardo rimettere fuori quei bastoni. Quando mi sono fatta male l’anno scorso non sapevo se li avrei mai rimessi in una gara, neanche in allenamento. In questo senso, ho già vinto.”