La storica classica belga, conosciuta in precedenza come Gand-Wevelgem, si appresta a vivere la sua ottantottesima edizione con una significativa novità: il cambio di denominazione in “In Flanders Fields”. L'appuntamento è fissato per domenica 29 marzo 2026, quando i ciclisti prenderanno il via da Middelkerke per affrontare un percorso impegnativo che culminerà a Wevelgem, per un totale di 240,8 chilometri.

Questa distanza rappresenta una leggera contrazione rispetto ai 250,3 chilometri dell'edizione 2025, pur mantenendo intatto il carattere distintivo della corsa.

La scelta di Middelkerke come punto di partenza è stata confermata per il prossimo decennio, assicurando una continuità logistica per gli organizzatori. L'arrivo, invece, sarà come di consueto nella celebre Vanackerestraat a Wevelgem, una tradizione che si estenderà almeno fino al 2031. Il tracciato, la cui configurazione è stata presentata il 19 marzo 2026, ricalca in larga parte quello delle edizioni passate, garantendo un finale aperto e avvincente, ideale sia per gli uomini da classiche, abili sulle asperità, sia per gli sprinter resistenti, capaci di tenere duro sui muri e di giocarsi la vittoria in volata.

Le sfide del percorso: vento, pavé e i muri delle Fiandre

La prima parte della gara si caratterizza per l'attraversamento delle suggestive ma insidiose strade delle Fiandre occidentali, particolarmente esposte ai venti settentrionali.

Un segmento cruciale è il lungo rettilineo di De Moeren, un'area pianeggiante dove le raffiche laterali possono generare i temuti ventagli, capaci di frammentare il gruppo e creare distacchi significativi fin dalle prime battute. A seguire, il percorso si complica ulteriormente con l'introduzione del tratto in pavé della Beauvoordestraat, un settore che richiede abilità tecniche e una notevole resistenza fisica per essere superato senza inconvenienti.

La seconda metà della corsa è dominata dall'ingresso nel circuito di Heuvelland, un susseguirsi di celebri "muri" che rappresentano il cuore pulsante della prova. Tra le salite più iconiche figurano lo Scherpenberg, il Baneberg, il Monteberg e, in particolare, il leggendario Kemmelberg.

Quest'ultima asperità, vera e propria icona della corsa, verrà affrontata per tre volte: due ascese dal versante Belvedère, noto per la sua pendenza e difficoltà, e una dal versante dell'Ossuaire. L'ultima scalata del Kemmelberg è posizionata a soli 35,5 chilometri dal traguardo finale di Wevelgem. Questa collocazione strategica lo rende un trampolino di lancio ideale per attacchi decisivi o per selezionare ulteriormente il gruppo dei favoriti, promettendo emozioni fino agli ultimi metri.