Quattro giorni dopo la spettacolare vittoria di Tadej Pogacar alla Milano-Sanremo, la gestione tattica del gruppo dopo la caduta del campione sloveno sta facendo molto discutere tra gli addetti ai lavori del ciclismo francese. Nonostante l’incidente a pochi chilometri dall’inizio della salita della Cipressa, il gruppo non ha approfittato dell’episodio che avrebbe potuto compromettere la corsa del dominatore del ciclismo moderno, consentendogli invece un rientro agevole in una fase molto critica.
Gregoire: 'Eravamo un po' spaesati'
La caduta di Pogacar ha rappresentato un momento chiave della Milano Sanremo: il quattro volte vincitore del Tour de France è finito a terra a 32 km dall'arrivo, poco prima di iniziare a salire verso Cipressa, ma è riuscito velocemente a risalire in sella.
Tuttavia, si è ritrovato distanziato di diverse centinaia di metri dal gruppo di testa, proprio in vista della salita dove tutti attendevano il suo attacco.
Molti opinionisti francesi hanno notato che gli outsider che occupavano le prime posizioni del gruppo, come Filippo Ganna, Mads Pedersen e Tom Pidcock, avrebbero avuto un’occasione d’oro per accelerare e rendere più difficile il rientro di Pogacar. Per molti di questi corridori, quella caduta sarebbe stata probabilmente l’unica chance di conquistare una Classica Monumento nella stagione. Sorprendentemente, però, il ritmo si è affievolito e il gruppo ha scelto la prudenza, rallentando per aspettare il rientro del campione sloveno.
"Francamente, eravamo un po’ spaesati perché siamo arrivati ai piedi della Cipressa senza l’UAE Emirates davanti.
È stato strano", ha spiegato Romain Grégoire al traguardo, esprimendo un sentimento condiviso da molti sulle dinamiche insolite di quella fase della corsa.
Jérôme Pineau, ex corridore e ora opinionista di RMC Sport, nel podcast Grand Plateau ha analizzato la situazione criticando l'atteggiamento del gruppo: "Tutti quegli outsider avrebbero potuto approfittarne. Nessuno avrebbe biasimato nessuno se qualcuno avesse accelerato e spazzato via tutto sulla Cipressa senza aspettare lo sloveno. Hanno aspettato il suo rientro prima di lanciare la corsa, ma quando è arrivato, lui ha staccato tutti".
I numeri supportano questa tesi. Dopo la caduta di Pogacar, il gruppo guidato dalla Ineos-Grenadiers di Ganna e dalla Jayco-Alula di Mauro Schmid non è riuscito a superare i 32 km/h all'inizio della Cipressa.
Una volta che l’UAE Team Emirates e il suo leader sono rientrati in testa alla corsa, il ritmo è schizzato oltre i 38 km/h, imponendo un passo molto superiore e determinante per l’esito finale.
Madiot: 'Avremmo potuto contrastarlo meglio'
Pineau aggiunge che: "I primi due chilometri sono stati i più lenti degli ultimi cinque o sei anni. Erano così concentrati su Pogacar che non sapevano cosa fare. Pensavano: “Non posso accelerare, se mi raggiunge mi fa male”. Il risultato è stato che lui li ha raggiunti e gli ha fatto male".
Anche Marc Madiot, presidente della Groupama-FDJ United, ha espresso il proprio disappunto per l’atteggiamento troppo attendista del gruppo: "Penso che lo abbiamo lasciato passare un po’ troppo facilmente; avremmo potuto contrastarlo meglio", ha dichiarato durante la trasmissione radiofonica "Les Grandes Gueules du sport" su RMC.