Al termine della Coppa delle Nazioni 2026, il commissario tecnico Alessandro Bertolucci ha stilato un bilancio decisamente positivo per la Nazionale italiana di hockey su pista. Nonostante la sconfitta in finale contro l’Argentina, il CT ha evidenziato la significativa crescita del gruppo e ha ribadito l'obiettivo ambizioso di conquistare un titolo.
La finale e il percorso di crescita azzurro
“Abbiamo disputato una partita eccellente, soprattutto per quanto riguarda la concentrazione e l'attitudine”, ha dichiarato Bertolucci, analizzando la sfida finale.
“Eravamo consapevoli che in alcuni frangenti il controllo del gioco sarebbe stato loro. Tuttavia, siamo sempre rimasti in partita, creando le nostre occasioni. Avremmo meritato un gol per prolungare la sfida ai supplementari e giocarcela fino alla fine. Abbiamo tentato la carta del quinto uomo nel finale, provando alcune soluzioni, ma abbiamo subito il 2-0. Per me, comunque, la partita si è conclusa sull'1-0, con un grande spirito di sacrificio e una notevole voglia di lottare da parte di tutti i ragazzi”.
Il tecnico ha poi sottolineato come il percorso della squadra sia stato costruito passo dopo passo, fin dalla gara d'esordio contro l’Angola. “Il bilancio è positivo. Credo che dalla prima partita con l'Angola abbiamo dimostrato coesione e un hockey propositivo.
Quella era la partita più difficile di tutto il torneo, perché un errore si paga caro. Siamo andati sotto, ma siamo stati bravi a rimanere in gioco. Da lì abbiamo costruito il nostro torneo; non è semplice, con pochi giorni di raduno, sistemare ogni dettaglio, ma lo abbiamo fatto grazie alla grande disponibilità dei ragazzi. L'Italia è tornata a disputare una finale dopo tantissimi anni. È da tempo che stiamo crescendo, credo dall'Europeo di Noja, e ci stiamo avvicinando sempre più ai vertici. Quest'anno abbiamo raggiunto la finale di un trofeo prestigioso. Il sogno è quello di portare a casa un titolo, e credo che ce lo meritiamo per tutto il lavoro che stiamo svolgendo”.
Il ruolo dei giovani e le prospettive future
Un capitolo a parte è stato dedicato al contributo dei giovani atleti. “I giovani? Il loro capitolo è a parte. Sono felicissimo dell'attitudine che hanno mostrato; non è facile inserirsi in palcoscenici di questo livello. Ho portato l'ossatura del Mondiale di San Juan, della finale U19, e sono estremamente contento perché sia i più esperti che i più giovani si sono messi a disposizione reciprocamente. Il loro lavoro fa ben sperare per il futuro. Non è affatto semplice, al termine di una regular season, affrontare partite così importanti e di così alto livello. Esco rafforzato sia come CT che come uomo. Molto di questo lo devo a loro”.
Il commissario tecnico ha dunque evidenziato come la squadra, pur non avendo conquistato il titolo, abbia mostrato segnali incoraggianti e una chiara progressione, grazie anche alla proficua sinergia tra gli elementi più esperti e i nuovi innesti.
Contesto della finale e scelte tecniche
La finale della Coppa delle Nazioni 2026 ha visto la vittoria dell’Argentina, che ha superato l’Italia con il punteggio di 2-0. La Nazionale azzurra aveva raggiunto l'ultimo atto del torneo dopo aver battuto l’Argentina stessa nella fase a gironi (5-2) e la Spagna in semifinale (6-4 dopo i supplementari). Bertolucci aveva optato per una squadra giovane, escludendo alcuni elementi di esperienza come Sgaria, Ipinazar, Gavioli e Cocco, e puntando su esordienti come Piccoli, Diquigiovanni e Cardella. Questi ultimi, insieme all'esperto Cinquini, hanno infuso nuova energia al gruppo, che vanta già medaglie di bronzo nei recenti Mondiali ed Europei, dimostrando un potenziale significativo per il futuro.