Un coro offensivo e intollerante ha macchiato l'amichevole Spagna-Egitto al Rcde Stadium di Cornellà. Migliaia di tifosi hanno intonato "chi non salta è musulmano", scatenando una reazione immediata e sdegnata. L'episodio ha generato una bufera, con indagini penali e disciplinari avviate.
Reazioni e indagini
Il giovane Lamine Yamal, talento del Barcellona e della nazionale spagnola, musulmano, ha condannato: "So che era rivolto alla squadra avversaria e non personalmente contro di me, ma come persona musulmana resta una mancanza di rispetto e qualcosa di intollerabile… farvi beffe di una religione vi rende ignoranti e razzisti".
Il CT della Spagna, Luis de la Fuente, ha espresso "assoluta ripulsa a qualsiasi atteggiamento xenofobo, razzista o irrispettoso". Il tecnico egiziano Hossam Hassan, più misurato, non ha sentito nulla; la Federcalcio egiziana ha definito i comportamenti "inaccettabili".
I Mossos d’Esquadra, polizia catalana, hanno aperto un'inchiesta penale per reati d'odio e un procedimento amministrativo, con sanzioni severe e divieti di accesso agli stadi. La FIFA ha avviato un procedimento disciplinare. Le conseguenze potrebbero includere multe o partite a porte chiuse, gettando un'ombra sul Mondiale 2030, che la Spagna co-organizzerà con Marocco e Portogallo.
Politica e precedenti
La politica ha reagito con fermezza.
Il ministro Félix Bolaños ha parlato di "vergogna per la società", accusando l'ultradestra di alimentare la xenofobia: "Chi tace è complice". La ministra Milagros Tolón ha ribadito: "l'odio, il razzismo e la xenofobia non hanno posto negli stadi". Il presidente della Federcalcio spagnola, Rafael Louzán, ha definito l'episodio un "incidente isolato", ma ha sottolineato che "il calcio deve essere un esempio di convivenza e rispetto".
Le autorità catalane e la FIFA hanno condotto indagini simili (es. Inaki Williams nel 2020), che hanno portato a condanne penali e divieti di accesso agli stadi. La FIFA ha una prassi consolidata nell'applicare sanzioni per cori discriminatori (multe o partite a porte chiuse).