A poco più di una settimana dal via del Giro d’Italia 2026 di ciclismo, cresce l’attesa attorno a Jonas Vingegaard, considerato il grande favorito alla vittoria finale. Il campione danese, al suo debutto nella corsa rosa, si presenta con un palmarès di tutto rispetto: due Tour de France conquistati e tre secondi posti che ne fanno un solido punto di riferimento nei grandi giri. Tuttavia, nonostante la posizione di netto favorito, c’è chi – come Gilberto Simoni, ex campione trentino e vincitore del Giro nel 2001 e 2003 – invita a non dare nulla per scontato.
'Al Giro il primo avversario è il meteo'
Simoni ha sottolineato come il Giro rappresenti una sfida completamente diversa rispetto alle altre grandi corse a tappe. "Il Tour de France è certo intenso e difficile, ma il Giro d’Italia è complicato e impegnativo sotto tanti aspetti", ha dichiarato. Il trentino ha rimarcato come non si possa banalizzare la corsa rosa, anche se Vingegaard parte come favorito numero uno. "Se vincerà o meno lo scopriremo solo dopo le prime due settimane", ha aggiunto con prudenza.
Un elemento chiave indicato da Simoni è il meteo, spesso imprevedibile e duro nei mesi di maggio in Italia. Non è un dettaglio da poco: Vingegaard proviene da Glyngøre, località danese caratterizzata da un clima piovoso, ma alcune delle sue migliori performance sono arrivate in condizioni di caldo estremo, come accaduto al Tour.
Al contrario, durante il suo esordio al Tour del 2021, il danese aveva perso terreno soprattutto nelle tappe alpine condizionate da freddo e pioggia battente. Tuttavia, il dominio in condizioni avverse nella tappa chiave della Parigi-Nizza di quest’anno fa ben sperare sulle sue capacità di adattamento.
"In Italia il primo avversario è spesso il meteo – ha spiegato Simoni – poi ci sono salite, discese, percorsi e paesaggi molto diversi tra loro. Il Paese cambia drasticamente da nord a sud, così come le difficoltà e, soprattutto, le condizioni climatiche. A maggio, il tempo è un vero rivale per i corridori".
'Vingegaard e Pogacar sono corridori diversi'
L’ex campione ha inoltre evidenziato una differenza importante tra Vingegaard e il suo storico rivale Tadej Pogačar, che due anni fa nel suo unico Giro d'Italia fece man bassa di vittorie senza incontrare nessun ostacolo.
Simoni è convinto che con Vingegaard non si assisterà a quello stesso scenario. "Sono due corridori diversi – ha detto Simoni – Pogačar è molto più propositivo e versatile, mentre Vingegaard è molto bravo su certi tipi di percorsi, ma non su tutti. E proprio in Italia, dove il percorso cambia continuamente, bisogna essere bravi ovunque".
Proprio questa caratteristica rende il Giro d’Italia una corsa unica e imprevedibile, capace di riservare sorprese anche ai favoriti più accreditati. Il clima mutevole, le salite impegnative e la varietà dei tracciati mettono alla prova ogni aspetto della preparazione atletica e mentale dei corridori, sfidandoli a dare sempre il massimo. Con molti rivali importanti usciti di scena nelle ultime settimane, come Joao Almeida e Richard Carapaz, Vingegaard si trova ora al centro dell’attenzione come candidato principale alla maglia rosa. Ma l’esperienza e le parole di una leggenda come Gilberto Simoni ricordano a tutti che, nel Giro d’Italia, nulla è mai scontato e la strada verso il trionfo è lunga e insidiosa.