Il presidente della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP), Gianni Petrucci, ha espresso con fermezza la necessità di un intervento immediato del Governo per il basket, senza attendere le risposte del calcio. A margine della Giunta del CONI, Petrucci ha annunciato un incontro cruciale con il ministro Abodi, previsto per il pomeriggio, per discutere temi vitali per la sostenibilità del sistema professionistico sportivo.
Le richieste urgenti al Governo
Petrucci ha sottolineato: “Capisco la popolarità del calcio, ma io non posso accettare che il basket aspetti due mesi per avere delle risposte dal Governo, perché noi non abbiamo 50 richieste come il calcio.
Per questo oggi pomeriggio andro a parlarne con Abodi”. Ha sollecitato il Governo a fornire chiarezza sulla situazione e sui possibili interventi economici e finanziari, avvertendo che, in assenza di indicazioni, ogni sforzo risulterebbe improduttivo. “Non possiamo aspettare le prossime elezioni della FIGC”, ha aggiunto, rimarcando l'urgenza.
Il contesto internazionale e le prospettive
Il presidente FIP ha evidenziato che il basket non è la "cenerentola del calcio", affermando: “Noi avremo l’NBA Europe, non so se mi spiego”. L'incontro con il ministro Abodi è focalizzato su aspetti fondamentali per il futuro del movimento cestistico: infrastrutture sportive, credito d'imposta specifico, regolamentazione del settore del betting e potenziamento dei vivai.
Elementi essenziali per garantire crescita e stabilità a lungo termine del basket professionistico.
Le sfide condivise con il calcio
Già il 16 aprile, a un evento de Il Foglio a San Siro, Petrucci aveva richiamato l'attenzione sulla necessità di un fronte comune tra calcio e basket, evidenziando come entrambi gli sport condividano le stesse criticità. “Oggi c’è un’autonomia affievolita nello sport: se non si va d’accordo col governo non si va da nessuna parte”, aveva dichiarato, aggiungendo che “tutto ciò che va al calcio va anche al basket: siamo gli unici sport professionistici”. In quell’occasione, aveva anche sollevato la questione delle agevolazioni fiscali, chiedendosi perché cinema, spettacolo e calcio beneficino di incentivi come il tax credit, mentre il basket ne sia escluso.