Paul Seixas sta rapidamente emergendo come il talento più straordinario della nuova generazione del ciclismo mondiale. Mentre sta dominando il Giro dei Paesi Baschi, il 19enne francese guarda già anche alla Liegi-Bastogne-Liegi, la classica monumento che ogni anno chiude la campagna delle grandi corse di un giorno e rappresenta una delle sfide più dure e spettacolari del calendario ciclistico.

'Seixas ha costruito la sua condizione con gare specifiche'

Quest'anno l’attesa cresce soprattutto per il possibile duello generazionale che si prospetta tra il giovane francese e il campione del mondo Tadej Pogacar, il dominatore incontrastato di queste ultime stagioni del ciclismo.

Secondo gli analisti del podcast Wielerclub Wattage di Sporza, la preparazione di Seixas sembra perfettamente mirata a questa gara, contrariamente al percorso seguito da Tadej Pogacar. Come spiega Jan Bakelants, ex corridore professionista e commentatore, “Seixas ha costruito la sua condizione attraverso gare specificamente pensate per la Liegi, mentre Pogacar arriva dopo aver corso la Parigi-Roubaix, una classica molto particolare e con una concorrenza atipica.”

Secondo Bakelants, questa differenza di approccio, e l'avanzata di Seixas, potrebbero rendere Pogacar un po' più vulnerabile "Questo farà sì che Pogacar non sia in una forma ottimale rispetto a quella che avrebbe avuto se avesse seguito il programma di Seixas.

Quindi la corsa a Liegi potrebbe essere davvero emozionante".

'Seixas rende la Liegi più imprevedibile'

La possibilità di assistere a un confronto diretto tra Seixas e Pogacar accende l’entusiasmo degli appassionati di ciclismo.

"Per anni si è parlato di una battaglia infuocata tra Pogacar ed Evenepoel – ricorda Bakelants – ma per diversi problemi fisici o ritiri imprevisti, questo scontro non si è mai materializzato. Ora però alla sfida si aggiunge Seixas, che potrebbe rendere la corsa ancora più imprevedibile e avvincente."

Al momento, Pogacar e Seixas si sono confrontati alla Strade Bianche, vinta dal campione del mondo con un attacco a circa ottanta chilometri dal traguardo. Tuttavia, l’atteggiamento combattivo del 19enne francese, che riuscì comunque a chiudere al secondo posto, dimostra che la sfida rimane aperta. Bakelants conclude con prudenza: "Se davvero Pogacar debba preoccuparsi? Lo sapremo solo vivendo la gara."