La Scheldeprijs 2026 è entrata nel vivo con una fuga a sei che sta animando la 114ª edizione della classica belga. Partita da Terneuzen, nei Paesi Bassi, e diretta verso il traguardo di Schoten, in Belgio, la corsa si snoda su un percorso completamente pianeggiante di 205,2 chilometri. Il gruppo principale insegue i battistrada con un distacco che si attesta intorno ai 2 minuti e 35 secondi.

Storicamente favorevole ai velocisti, la gara vede tra i protagonisti più attesi Jasper Philipsen (Alpecin Premier-Tech), già vincitore di due edizioni (2021 e 2023) e ora a caccia di una storica tripletta.

L'attenzione è puntata anche su Tim Merlier (Soudal Quick-Step), trionfatore delle ultime due edizioni, la cui condizione fisica è però incerta a causa di un problema al ginocchio. Da non sottovalutare Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets), che ha già collezionato quattro successi stagionali. Tra gli altri sprinter di spicco in gara figurano Jordi Meeus, Phil Bauhaus, Pavel Bittner, Pascal Ackermann e Simone Consonni.

La situazione di gara e i corridori in fuga

Al momento, il sestetto in testa alla corsa è composto da Robin Carpenter (Modern Adventure), Joost Nat, Bram Dissel (BEAT CC b/p Saxo), Jelle Harteel, Jonah Killy (Tartelletto Isorex) e Dorde Duric (Solution Tech NIPPO). Il loro vantaggio sul gruppo si è mantenuto stabile, oscillando tra i due e i due minuti e quaranta secondi, mentre la corsa ha superato la metà del percorso.

Tra i fuggitivi, Robin Carpenter spicca per le sue cinque vittorie in carriera, mentre Bram Dissel detiene il record di partecipazioni alla Scheldeprijs tra i battistrada, con cinque presenze. Gli altri componenti della fuga sono invece al debutto in questa competizione.

Il percorso presenta le prime difficoltà significative a partire dal chilometro 140, con il tratto in acciottolato di Sint Jobsesteenweg (0,5 km). Successivamente, i corridori affronteranno il Broekstraat, un ulteriore tratto in pavé di 1,7 chilometri, situato a soli otto chilometri dal traguardo. Quest'ultimo sarà un elemento chiave del circuito finale, da percorrere tre volte, che misura 16,9 chilometri. La velocità media della corsa si è mantenuta elevata, superando i 41 chilometri orari nelle prime due ore di gara.

Statistiche, storia e l'attesa per lo sprint finale

La Scheldeprijs, spesso definita il "mondiale dei velocisti", vanta una ricca storia e una lunga tradizione di successi. Tra i corridori italiani che hanno lasciato il segno si annoverano Mario Cipollini ed Endrio Leoni, entrambi con due vittorie, oltre a Rossano Brasi e Alessandro Petacchi, l'ultimo italiano a trionfare nel 2009. Il record assoluto di vittorie appartiene a Marcel Kittel, con cinque successi, mentre Erik Zabel detiene il primato di piazzamenti in top ten, con otto presenze. Il più giovane vincitore nella storia della corsa è stato Raymond Van Parijs, che nel lontano 1909 si impose all'età di 19 anni e 229 giorni.

Per l'edizione 2026, si contano nove atleti italiani e ben 43 corridori belgi al via.

Il più giovane partecipante è Thor Michielsen (Lidl – Trek Future Racing), diciottenne di 18 anni e 234 giorni. In totale, 63 atleti stanno affrontando la corsa per la prima volta. L'attesa è palpabile per lo sprint finale, dove i grandi favoriti cercheranno di imporsi su un tracciato che, fedele alla sua tradizione, esalterà le doti dei più potenti e veloci.

Per quanto riguarda la corsa femminile, la lotta per la vittoria si preannuncia particolarmente aperta, complice l'assenza di Lorena Wiebes, dominatrice delle edizioni passate.