La sesta tappa del Giro d’Italia di ciclismo, con arrivo a Napoli, si è conclusa tra caos e polemiche a causa del percorso scelto per il finale di una frazione riservata ai velocisti. A far sentire la propria voce è stato soprattutto Jonathan Milan, sprinter della Lidl-Trek, visibilmente amareggiato per l’esito dello sprint rovinato da una caduta negli ultimi metri che molti avevano già preannunciato. Il finale insidioso aveva fatto discutere fin dall’inizio: pavé, curve e punti critici nell’ultimo tratto di gara, con la minaccia concreta della pioggia che si è materializzata proprio nel momento cruciale.
Quando le gocce hanno iniziato a cadere, il rischio è diventato reale e purtroppo si è concretizzato nell’incidente che ha coinvolto Dylan Groenewegen all'ultima curva e tutti i velocisti più forti che lo seguivano, stravolgendo lo sprint e cambiando completamente la dinamica della volata. Davide Ballerini ne ha approfittato superando Jasper Stuyven e conquistando una vittoria inattesa.
Absolutely insane from the Giro organizers bringing the riders to this cobblestones and that it was approved by UCI is even more crazier.
Happy for Ballerini, Italian home win, Magnier 3rd from almost crashing and more ciclamino points. #GirodItalia pic.twitter.com/pUGIQ5Dm5l
— Lukáš Ronald Lukács (@lucasaganronald) May 14, 2026'Mi sono caduti davanti'
Jonathan Milan, che ha evitato la caduta, non ha nascosto la sua frustrazione di fronte a quanto accaduto: “Per fortuna non sono caduto, sono riuscito a rimanere in sella – ha spiegato a TNT Sports – ma altri corridori sono caduti proprio davanti a me.
Non è stata colpa loro, sapevamo che con la pioggia su questo tipo di pavé poteva diventare molto scivoloso.”
Una dichiarazione che sottolinea come, secondo lo sprinter friulano, il problema non risieda negli atleti ma nelle condizioni offerte dal tracciato. La rabbia e delusione di Milan sono rivolte quindi alla scelta del finale di tappa: “Non capisco proprio perché cercano questi finali complicati – ha proseguito – Non lo capisco proprio. Sappiamo che potrebbe piovere, quindi perché non fare un arrivo in rettilineo?”
'Con due gocce d'acqua abbiamo un gran casino'
La corsa sembrava avviarsi verso uno sprint avvincente, con Milan in buona posizione, a fronteggiare corridori del calibro di Paul Magnier e Dylan Groenewegen.
Tuttavia, proprio all’ultima curva la ruota anteriore di Groenewegen ha perso aderenza, a causa del pavé reso scivoloso dalla pioggia, e l’incidente ha fatto terminare la volata prima ancora che potesse iniziare.
“Con due gocce d’acqua, abbiamo un gran casino – ha detto Milan – Sono semplicemente deluso perché ero in una buona posizione e sono in buona forma. È doloroso vedere gli altri scattare per la vittoria ed è doloroso vedere altri corridori cadere intorno a te.”
Il messaggio di Jonathan Milan tocca un tema fondamentale del ciclismo moderno: la sicurezza del corridore e l’importanza di progettare percorsi che, pur mantenendo la spettacolarità, non mettano a repentaglio l’incolumità degli atleti.
Jonathan Milan, con la sua schiettezza, ha dunque lanciato un monito importante: non è colpa di chi cade, ma di una scelta di percorso che rende tutto più pericoloso e complicato, soprattutto quando la pioggia può trasformare ogni metro in una sfida contro il proprio equilibrio.