Jonas Vingegaard si presenta come grande favorito per il Giro d’Italia di quest’anno, dopo aver conquistato la Vuelta a España lo scorso settembre e le due vittorie al Tour de France del 2022 e del 2023. Il corridore danese del team Visma - Lease a Bike punta infatti a compiere una storica tripletta in carriera, obiettivo ambizioso raggiunto finora solo da sette campioni in tutta la storia del ciclismo.
'Anche Pogacar completerà la trilogia'
Alla vigilia della partenza della corsa rosa, Vingegaard ha negato di essere venuto al Giro per una sorta di sfida a distanza con Tadej Pogacar e per completare prima di lui la trilogia dei grandi giri.
“Anche lui arriverà ad ottenerla, è questione di tempo. Tadej è forse il migliore corridore di sempre, ma io l’ho già battuto e credo di poterlo fare ancora”.
Prima però dovrà affrontare la difficile prova del suo debutto al Giro d’Italia. A proposito del confronto tra le tre grandi corse a tappe, Vingegaard ha sottolineato come il Giro richieda una preparazione mentale e fisica particolare. “Credo sia più imprevedibile rispetto al Tour e alla Vuelta. Dovremo essere pronti ogni giorno perché le sorprese possono arrivare da qualsiasi tappa, molto più che nelle altre gare”.
La sfida per la maglia rosa ha visto rimescolarsi le carte dopo l'annuncio del forfait di João Almeida, considerato il rivale più pericoloso per la classifica finale.
Senza il portoghese, Vingegaard individua altri avversari temibili come Giulio Pellizzari, Felix Gall, Ben O’Connor, Egan Bernal e Adam Yates. “Dovrò dare il massimo per vincere”, ha ribadito senza nascondere la determinazione.
'Grande rispetto per Yates'
Il percorso verso il Giro d'Italia non è stato però privo di imprevisti per Vingegaard e il team Visma. Il ritiro improvviso di Simon Yates, compagno di squadra e campione in carica, ha rappresentato una battuta d’arresto. Il danese ha raccontato di non aver avuto più contatti con il britannico, comprendendo però la sua scelta: “Anche io sono rimasto sorpreso, ma Simon ha avuto una carriera straordinaria. Se ha deciso che era il momento di ritirarsi, ha fatto la cosa giusta.
Ho grande rispetto per lui”.
Non è mancato un riferimento ad uno strano episodio vissuto durante gli allenamenti invernali. Vingegaard ha ricordato la caduta vicino a Malaga provocata dal comportamento di un tcicloamatore che lo aveva seguito insistentemente in discesa. La vicenda ha spinto la Visma a chiedere maggiore rispetto durante le sessioni di allenamento.
“Sono felice quando i tifosi scattano foto, non è un problema”, ha spiegato il danese. “Ma mettersi in scia ad un professionista per un lungo periodo mentre si allena non è l’ideale. Per noi è un lavoro serio. Non entrerei mai nell’ufficio di qualcuno per sedermi accanto a lui mentre lavora… Bisogna trovare un equilibrio”.
Con queste parole Jonas Vingegaard conferma la sua maturità sportiva e la determinazione a lasciare il segno nel ciclismo, puntando ora a brillare in una stagione che promette spettacolo e grandi emozioni.