Dietro l'immagine fredda e sempre combattiva mostrata davanti alle telecamere durante l'ultimo Tour de France, Jonas Vingegaard nascondeva una realtà ben più amara. A svelare il retroscena sul morale del due volte vincitore della Grande Boucle è stato il connazionale Mattias Skjelmose, intervenuto nel podcast danese Hva så.

Nonostante corrano per squadre diverse (Skjelmose per la Lidl-Trek e Vingegaard per la Visma-Lease a Bike), i due ciclisti danesi hanno legato molto negli ultimi tempi, scambiandosi confidenze direttamente in corsa nei momenti di calma all'interno del gruppo.

I dettagli della confidenza in corsa

Le rivelazioni di Skjelmose dipingono un Vingegaard conscio della propria impotenza di fronte allo strapotere di Tadej Pogačar:

  • L'ammissione di resa: Mentre tappa dopo tappa il distacco in montagna aumentava, Vingegaard si è sfogato così con il connazionale: «Do il meglio di me stesso, non posso fare di più. Cosa dovrei fare allora? Se do il massimo e lui semplicemente se ne va, non posso fare nient'altro».

  • Il peso delle aspettative: Secondo Skjelmose, la pressione sulle spalle di Jonas è enorme: «È l'unico ad essere stato in grado di batterlo ed è il più vicino a lui. Tutto il mondo del ciclismo, non solo la Danimarca, si aspetta che sia lui l'antidoto a Pogačar».

  • La maschera dei media: L'atteggiamento fiducioso ed elastico mostrato nelle interviste ufficiali serviva in realtà a proteggere il corridore dalla complessa gestione emotiva di una sconfitta inevitabile.

Le parole di Skjelmose confermano quanto sia diventato alienante il livello raggiunto da Pogačar, capace di spingere persino un doppio vincitore del Tour de France a porsi interrogativi a cui, al momento, nessuno nel gruppo sembra in grado di dare una risposta.

La sfida Pogacar-Vingegaard

La rivalità tra Pogacar e Vingegaard è nata nel Tour de France 2021, quando il semisconosciuto danese si è rivelato l'unico a tenere testa in qualche tappa di montagna al già lanciatissimo fenomeno sloveno. Quel Tour fu vinto da Pogacar, ma nelle due edizioni successive Vingegaard riuscì a ribaltare la situazione, staccare il campione della UAE a più riprese in montagna e conquistare una doppia maglia gialla. A quel punto, però, Pogacar ha fatto un salto di qualità ulteriore, diventando il padrone assoluto del ciclismo mondiale per vincere tre Tour e portare la rivalità con Vingegaard dalla sua parte in maniera probabilmente definitiva.