Amélie Mauresmo, la direttrice del torneo di Roland-Garros, ha risposto alle recenti critiche riguardanti la scarsa presenza di match femminili nelle ambite night session. La sua posizione è chiara: la scelta organizzativa non intende penalizzare il tennis femminile, ma risponde a precise esigenze logistiche e di pubblico.
La programmazione notturna e le motivazioni
Il dibattito si è riacceso in seguito all'incontro del 1° giugno sul Court Philippe-Chatrier, dove Aryna Sabalenka ha sfidato Naomi Osaka in una sessione serale, un evento che non si verificava per un match femminile da quasi tre anni.
Durante la conferenza stampa conclusiva del torneo, Mauresmo ha fornito dettagli sulle future decisioni. Ha spiegato che il torneo non prevede di programmare due incontri singoli in notturna sullo stesso campo. Questa decisione mira a prevenire l'eccessivo affaticamento fisico delle giocatrici, che potrebbero essere compromesse per il resto della competizione a causa di conclusioni troppo tarde. Inoltre, la direttrice ha precisato che l'inserimento regolare di partite femminili nelle sessioni serali non è garantito, poiché le sessioni diurne registrano un'audience significativamente più ampia in Francia.
Equilibrio dei campi e durata degli incontri
Mauresmo ha ribadito l'impegno del torneo per un equilibrio complessivo nella programmazione.
Ogni giorno, sui campi principali come il Chatrier, il Suzanne-Lenglen e altri show court, vengono equamente distribuiti due match femminili e due maschili. La sessione serale, invece, è dedicata a un unico incontro, la cui scelta è influenzata da diversi fattori. Tra questi, la durata potenziale della partita gioca un ruolo cruciale. I match maschili, giocati al meglio dei cinque set, offrono una garanzia di durata minima superiore rispetto a quelli femminili, che si disputano al meglio dei tre set. Questa differenza incide sulla pianificazione e sull'esperienza del pubblico presente e televisivo.
Il dibattito persistente e le prospettive future
La direttrice ha mantenuto ferma la sua posizione anche in un'occasione successiva, il 7 giugno, difendendo con determinazione la programmazione delle night session.
Ha categoricamente respinto l'idea che le atlete non siano considerate all'altezza di calcare quel prestigioso palcoscenico in orario serale. Ha reiterato che l'audience maggiore in Francia si concentra nelle ore diurne e che la selezione del singolo match serale si basa su criteri organizzativi e di pubblico ben definiti. Sebbene abbia lasciato aperta la possibilità di estendere le sessioni notturne ad altri campi, come il Suzanne-Lenglen, ha anche evidenziato le attuali limitazioni strutturali dell'impianto. Ha inoltre chiarito che l'inserimento di un secondo match serale sul Chatrier sarebbe contrattualmente impossibile e non risulterebbe soddisfacente né per le giocatrici né per il pubblico, a causa delle implicazioni logistiche e di orario.