Il Tour de France promette una corsa più spettacolare che mai per questa edizione numero 113. Il più grande evento del ciclismo scatta da Barcellona il 4 luglio per concludersi a Parigi il 26 luglio, dopo tre settimane che si preannunciano intense e vibranti, più incerte e ancora più ricche di protagonisti rispetto alle scorse edizioni. Per creare uno scenario ancora più adatto allo show di tutti i suoi interpreti, ASO ha deciso di ridisegnare l'ultima tappa, cercando una via di mezzo tra il classico arrivo per velocisti visto in tante occasioni e il pirotecnico finale inserito lo scorso anno con lo strappo di Montmartre.

L'idea Montmartre dopo le Olimpiadi

Per tanti anni il finale del Tour de France ha seguito un copione rituale, una liturgia che sembrava doversi riproporre all'infinito. Il percorso del circuito finale di Parigi era disegnato attorno ai Campi Elisi, pianeggiante e immancabilmente per velocisti.

Prendendo spunto dal successo delle Olimpiadi del 2024, ASO ha deciso di cambiare il circuito. Nella scorsa edizione, il Tour de France ha inserito nell'anello finale lo strappo in pavè di Butte de Montmartre, che ha regalato uno spettacolo straordinario, pur in una giornata di pioggia. La sfida tra la maglia gialla Tadej Pogacar e Wout van Aert ha ricordato le intense emozioni delle classiche di primavera ed è stata accolta con entusiasmo quasi unanime.

I velocisti, per anni protagonisti assoluti a Parigi, si sono però ritrovato del tutto fuori dai giochi, e questo ha consigliato ad ASO di fare delle modifiche al percorso per renderlo più aperto a diverse soluzioni e chiamare sulla scena un po' tutti i tipi di corridori.

Salita allontanata dal traguardo

Nella tappa finale del Tour de France prossimo 26 luglio, i corridori entreranno a Parigi per poi fare cinque giri del vecchio circuito attorno ai Campi Elisi. Saranno poi affrontati tre giri di un circuito nuovo. Arrivati all'Arco di Trionfo, i corridori gireranno verso destra, per andare verso lo strappo di Butte de Montmartre. Affrontata la breve salita in pavè, si tornerà indietro fino l'Arco di Trionfo, per riprendere il percorso già fatto all'inizio.

Questo nuovo anello viene ripetuto tre volte e la novità sostanziale è che lo strappo di Montmartre è più lontano dal traguardo rispetto ad un anno fa, 11 chilometri invece di 6. Nelle intenzioni di ASO, questa modifica dovrebbe favorire i velocisti e le rispettive squadre, che avranno più tempo per ricompattare il gruppo e preparare lo sprint.