Il tennista argentino Facundo Bagnis, 36 anni, è stato squalificato per un anno a seguito di una violazione delle norme antidoping. La sanzione è stata imposta dall’International Tennis Integrity Agency (Itia), e il giocatore ha accettato la decisione, rinunciando al diritto di comparire davanti a un tribunale indipendente. L’ex numero 55 del ranking mondiale, attualmente 431° nella classifica ATP, era risultato positivo all’idroclorotiazide, un diuretico, durante un controllo effettuato nelle qualificazioni degli US Open.

Bagnis ha spiegato che la sostanza proibita era contenuta in un integratore alimentare prescritto dal suo medico personale.

L’Itia ha ritenuto plausibile questa spiegazione, riconoscendo che non vi fosse alcuna intenzione di barare. Nonostante ciò, l'agenzia ha applicato la sospensione prevista dai regolamenti, ribadendo la necessità di mantenere elevati standard di controllo per garantire l'integrità dello sport.

La durata della squalifica e il rientro in campo

Il periodo di squalifica di dodici mesi sarà calcolato a partire dallo scorso ottobre, mese in cui Bagnis si era autosospeso in via provvisoria dopo la notifica del test positivo. Questa sospensione retroattiva gli consentirà di tornare a competere nel circuito professionistico già dal prossimo 17 ottobre. L’Itia ha evidenziato come la trasparenza e la collaborazione di Bagnis siano state considerate nella valutazione del caso, pur non potendo evitare l'applicazione della sanzione in linea con i regolamenti internazionali.

La vicenda ha suscitato attenzione per la natura della sostanza rilevata e per la dinamica dell’assunzione, che secondo quanto emerso sarebbe avvenuta in modo non intenzionale. Il caso di Bagnis si distingue per la buona fede dimostrata dal giocatore e per la sua piena collaborazione con le autorità antidoping. Tuttavia, la normativa vigente non ammette deroghe in presenza di sostanze proibite, anche in assenza di dolo, confermando la severità delle regole a tutela dell'integrità sportiva.