La FIFA ha annunciato ufficialmente il ritiro della proposta di vendere a fondi privati i diritti commerciali del Mondiale, un progetto ambizioso che prevedeva la creazione di una società controllata denominata “Fifa Forward Enterprise”. La decisione, comunicata da Roma, giunge dopo un'approfondita valutazione delle diverse posizioni espresse da tutte le parti interessate. Il presidente Gianni Infantino ha chiarito che il progetto ha generato divisioni significative all'interno della comunità calcistica globale, rendendolo incompatibile con l'obiettivo primario dell'organizzazione.
«Il nostro scopo è sempre stato – e sarà sempre – unire e migliorare. Di conseguenza, questa proposta non verrà portata avanti», ha dichiarato Infantino, sottolineando la priorità dell'unità.
L'iniziativa, concepita con l'intento di rafforzare le associazioni nazionali e lo sport a livello globale, con un'attenzione particolare ai Paesi che necessitano di maggiore sostegno e sviluppo, sarebbe stata attuata esclusivamente con il supporto della maggioranza delle associazioni FIFA. Ciò avrebbe richiesto anche una previa e ampia consultazione con il consiglio federale, le Confederazioni e le altre parti interessate. Infantino ha ribadito che il suo impegno attuale è quello di riunire tutte le parti coinvolte nei prossimi giorni e settimane, promuovendo uno spirito di interesse comune per il calcio e mirando con decisione alla crescita dello sport in ogni regione del mondo, specialmente laddove il bisogno è più pressante e le risorse scarseggiano.
Le reazioni e il contesto della proposta ritirata
La proposta, presentata per la prima volta alla fine di luglio, prevedeva l'istituzione di una nuova società commerciale con una valutazione stimata di venti miliardi di dollari. L'intenzione era di cedere una quota di minoranza di questa entità a investitori privati, tra cui era stato menzionato Thrive Eternal, un fondo collegato alla famiglia Kushner. L'obiettivo dichiarato era raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari, fondi che sarebbero stati destinati allo sviluppo del calcio mondiale in varie aree. Tuttavia, la reazione alla proposta è stata di forte e immediata opposizione: UEFA, Concacaf e altre importanti confederazioni hanno manifestato apertamente la loro contrarietà, arrivando persino a minacciare il boicotto delle competizioni FIFA.
Un consigliere senior della FIFA si è inoltre dimesso in segno di protesta, definendo pubblicamente l'operazione un «cattivo affare per il calcio». Questa reazione trasversale e decisa ha contribuito in modo determinante alla decisione finale di ritirare il progetto.
Verso un nuovo dialogo per l'unità del calcio
Con il ritiro della controversa proposta, il presidente Infantino ha espresso chiaramente la volontà di intraprendere un nuovo percorso di confronto e dialogo costruttivo con tutti gli attori coinvolti nel mondo del calcio. L'obiettivo primario è ricostruire un clima di fiducia e collaborazione, essenziale per promuovere una crescita inclusiva e sostenibile del calcio a tutti i livelli. La FIFA intende così evitare l'insorgere di nuove divisioni e riaffermare con forza il proprio ruolo di organismo unificante e guida per lo sport più amato a livello mondiale.