La Campestrina della Perdonanza, svoltasi all'Aquila, ha celebrato l'unione tra sport e solidarietà, vedendo protagonisti bambini e ragazzi fino ai quindici anni. L'evento, organizzato dall'Atletica L'Aquila, è stato un momento significativo per la comunità, dedicato quest'anno alla memoria di Arnaldo Faraone, storico dirigente della società, e volto a raccogliere fondi per la popolazione del Venezuela colpita dal terremoto.

La manifestazione, che si è tenuta sull’erba di Centi Colella, si inserisce nel più ampio contesto della Perdonanza Celestiniana, con la quale condivide le origini, risalenti entrambe al 1980.

La Campestrina è parte integrante del progetto “Corri L’Aquila con noi”, un'iniziativa nata nell'anno del sisma per coinvolgere attivamente i più giovani della città e promuovere la ripresa delle attività sportive. Corrado Fischione ha evidenziato l'importanza di questo percorso, che continua a stimolare la partecipazione e l'integrazione attraverso lo sport.

La giornata ha visto una notevole partecipazione di giovani atleti, suddivisi per categorie, che si sono cimentati in diverse prove. Tra gli Esordienti 4 (quattro-cinque anni) si sono distinti Nives Maria Coccia e Alessandro Di Paolo. Per gli Esordienti 6 (sei-sette anni), i primi classificati sono stati Anna Ferella e Leonardo Capogrossi.

Nella categoria Esordienti 8 (otto-nove anni) hanno brillato Maria Sole Di Domenico e Alfonso Tramontano, mentre tra gli Esordienti 10 (dieci-undici anni) si sono imposti Sara Spaziani e Fernando Melchiades. Tra i Ragazzi (dodici-tredici anni) hanno conquistato il podio Erika Bargellini e Mario Lattanzio, e infine, tra i Cadetti (quattordici-quindici anni), Camilla Oliva e Massimo Iacobucci hanno ottenuto i migliori risultati.

Impegno per l'inclusione e il sostegno internazionale

Un pilastro fondamentale dell'evento è stato l'impegno per l'inclusione sociale, concretizzatosi nella tredicesima edizione di “Corri insieme a noi”. Questa speciale sezione ha accolto e coinvolto attivamente ragazzi con disabilità, atleti Special Olympics e paralimpici, sottolineando il valore universale dello sport come strumento di aggregazione e superamento delle barriere.

L'iniziativa ha rafforzato il messaggio che lo sport è per tutti, promuovendo un ambiente di reciproco rispetto e supporto.

La Campestrina della Perdonanza ha anche avuto una forte valenza solidale a livello internazionale. L'intero ricavato delle iscrizioni e delle donazioni raccolte durante la manifestazione sarà devoluto alla popolazione del Venezuela, gravemente colpita dal terremoto del 24 giugno. In particolare, i fondi saranno destinati alla zona di La Guaira, per fornire un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà. Yulitza Del Carmen Gamardo di Ali Onlus ha spiegato l'obiettivodi questa iniziativa, mentre Amarilys Gamez dell'Unione socio-culturale latinoamericana ha rimarcato come lo sport possa essere un veicolo per la solidarietà tra nazioni, affermando che "anche altre nazioni possono dare un piccolo contributo attraverso lo sport… volere bene al proprio Paese e voler bene anche al Paese degli altri".

La tradizione dell'Atletica L'Aquila tra sport e solidarietà

La Campestrina della Perdonanza si configura come la prima delle due giornate del programma “L’Aquila insieme per lo sport 2026”, un calendario di eventi che proseguirà con la Staffetta delle Scuole Medie e altre iniziative dedicate agli studenti, riaffermando il ruolo centrale dell'Atletica L'Aquila nella promozione dell'attività fisica giovanile. Nel corso degli anni, l'associazione ha costantemente promosso il binomio tra sport e solidarietà, organizzando e sostenendo numerose iniziative benefiche. Tra queste si ricordano “NoiperVoi” per Amatrice, CorriAISM, CorriAil, IncorsaperlaVita, la Staffetta della Pigotta per UNICEF, la promozione di ADMO e diverse iniziative per la pace, inclusa la partecipazione della nazionale del Libano nel 1986.

La manifestazione si conferma così un appuntamento irrinunciabile per la comunità aquilana, capace di unire giovani, famiglie e associazioni in nome dei valori più autentici dello sport e dell'aiuto reciproco.