La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) ha escluso categoricamente l'esistenza di un conflitto di interessi nella nomina di Diana Bianchedi a capo delegazione della Nazionale italiana di calcio. La posizione della FIGC giunge in risposta al Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), che aveva avviato verifiche su eventuali opportunità o incompatibilità. La Federazione ha chiarito che non esistono norme che vietino tale incarico, definendolo esplicitamente come di mera rappresentanza.
La posizione della FIGC
Le argomentazioni federali sono chiare: non si ravvisa alcun conflitto di interessi nella nomina di Diana Bianchedi, vicepresidente e membro della Giunta del Coni, a capo delegazione della Nazionale italiana di calcio.
Viene sottolineato che non c’è né norma statale né statutaria che preveda espressamente un’incompatibilità tra il ruolo di membro di Giunta del Coni e un incarico federale. La FIGC non ritiene che l'incarico possa configurare il conflitto di interessi permanente richiamato dall’articolo 7 dello statuto del CONI. L'incarico affidato a Bianchedi è considerato di mera rappresentanza e accompagnamento istituzionale della Nazionale e della FIGC, evidenziando la sua funzione simbolica e di supporto.
Contesto delle verifiche
Il chiarimento della FIGC si è reso necessario dopo l'annuncio del CONI riguardo l'avvio di verifiche interne. Tali accertamenti miravano a dissipare dubbi su possibili incompatibilità o potenziali conflitti di interesse.
La federazione ha prontamente escluso qualsiasi criticità normativa o statutaria, ribadendo che l'incarico non comporta alcuna interferenza operativa o decisionale che possa generare situazioni di incompatibilità.
Il ruolo del capo delegazione
Il ruolo di capo delegazione della Nazionale è tradizionalmente inteso come una funzione di rappresentanza istituzionale e di accompagnamento, senza compiti gestionali o decisionali diretti. Un esempio significativo è Gianluigi Buffon, che ha ricoperto tale incarico in passato. Buffon lo aveva assunto nell’agosto 2023, su proposta del presidente federale, e l'aveva lasciato nel 2026. La sua esperienza ha evidenziato il carattere simbolico e di raccordo del ruolo, privo di implicazioni operative.
La nomina di Bianchedi si inserisce in questa consolidata prassi, confermando che il capo delegazione agisce come figura di collegamento tra la Nazionale e le istituzioni sportive, senza implicazioni operative che possano dar luogo a conflitti di interesse.