Negli ultimi anni, le prestazioni di Tadej Pogacar hanno riscritto la storia e i canoni del ciclismo moderno, trasformando le grandi corse in veri e propri monologhi e lasciando spesso senza parole tifosi e addetti ai lavori. Tra chi guarda con stupore i numeri dello sloveno c’è anche chi quel Tour de France lo ha dominato per anni, come Chris Froome:
"Quello che io facevo per 10 minuti su una grande montagna al Tour sembrava brutale in termini di potenza; ora Pogacar lo fa per 40 minuti senza alcun problema."
Ma qual è la chiave fisiologica dietro a una superiorità così schiacciante?
Secondo diversi esperti di fisiologia dello sport, uno dei segreti risiede in una capacità polmonare e di consumo d'ossigeno del tutto insolita, persino tra gli atleti d'élite.
The climb on Alpe d'Huez further supports our previous estimates.
Pogacar likely needs a VO2max of ~99 ml/kg/min (95-103) to do that climb, assuming:
- 65 kg
- bike + equipment: 7.6 kg
- Efficiency: 22-24%
- 88% of VO2max during 35 minutes
All credits to @OleKBerg! https://t.co/GwmlenWmJ8 pic.twitter.com/u8utxxH8Yv
— Pedro L. Valenzuela (@pl_valenzuela) July 28, 2026Lo studio: un modello matematico per "misurare" il fenomeno sloveno
A tentare di quantificare le capacità del fenomeno della UAE Team Emirates è stato Pedro L.
Valenzuela, PhD in Scienze della Salute e ricercatore post-dottorato (Ramón y Cajal) presso l'Unità di Fisiologia dell’Università di Alcalá.
In un'analisi dettagliata condivisa su X, Valenzuela e il suo team hanno stimato il valore di VO2max (il massimo consumo di ossigeno per chilogrammo di peso corporeo, parametro fondamentale per la prestazione di resistenza) di Pogacar a partire dalle sue prestazioni in gara.
Come è stato validato il modello?
Per verificare la bontà dei calcoli, i ricercatori hanno prima applicato l'equazione a ciclisti del passato di cui si conoscevano i dati reali di laboratorio:
Chris Froome: il modello ha stimato per il britannico un VO2max compreso tra 82 e 89 mL/kg/min. Un range incredibilmente preciso, considerando che il test in laboratorio svolto da Froome nel 2015 registrò un valore effettivo di 85 mL/kg/min.
Miguel Indurain: il colosso spagnolo, celebre per la sua mostruosa cilindrata polmonare, ha registrato in carriera picchi storici intorno agli 88 mL/kg/min.
Dati mai visti nel ciclismo: infranta la barriera dei 100?
Applicando la stessa metodologia a Pogacar, i risultati emersi superano qualsiasi riferimento storico del ciclismo professionistico.
Il modello ha stimato per lo sloveno un VO2max medio di 96 mL/kg/min, con picchi che arrivano fino all'incredibile cifra di 102 mL/kg/min in occasioni estreme.
"In questo studio abbiamo stimato il suo VO2max basandoci sulle prestazioni competitive. Sul Tourmalet, ad esempio, la prestazione ha richiesto un VO2max stimato di 95 ± 4 ml/kg/min. Se assumiamo un'efficienza metabolica standard (22%) o consideriamo l'impatto dell'altitudine, Pogacar necessita di valori superiori a 100 ml/kg/min per erogare quelle potenze."
— Pedro L. Valenzuela, PhD
Il nodo dell'efficienza energetica
I numeri possono subire oscillazioni a seconda di una variabile chiave: l'efficienza metabolica dell'atleta.
Con un'efficienza eccellente ed estremamente elevata (pari al 24%), il VO2max stimato di Pogacar scenderebbe attorno ai 92 mL/kg/min (comunque superiore a Indurain e Froome).
Con un'efficienza più comune (22%), o calcolando l'effetto rarefatto dell'aria in quota, i requisiti metabolici schizzano oltre la soglia dei 100 mL/kg/min.
Siamo di fronte al più grande atleta di resistenza della storia?
È doveroso ricordare che si tratta di stime matematiche basate sui watt espressi in gara e non di test diretti svolti in un laboratorio d'alta specializzazione.
Ciononostante, la validazione del modello su campioni del passato rende questi dati un punto di riferimento estremamente attendibile.
La conclusione degli studiosi è chiara: la fisiologia di Tadej Pogacar si sta muovendo su territori scientificamente inesplorati, ridefinendo i limiti teorici del corpo umano. La domanda che la scienza e lo sport si pongono ora è inevitabile: stiamo assistendo alle imprese del più grande atleta di sport di resistenza di tutti i tempi?