I Toronto Raptors si candidano a sorpresa per la prossima stagione NBA, presentati da un'analisi di Mat Issa come una squadra ben più competitiva di quanto le previsioni esterne lascino intendere. La tesi è audace e diretta: 'I Toronto Raptors potrebbero essere la migliore squadra della Eastern Conference'. Nonostante i bookmaker, come FanDuel, li collochino al sesto posto con una quota di +950 per la vittoria della Conference e l'accesso alle NBA Finals, l'analisi suggerisce che, mantenendo l'integrità fisica del roster, i Raptors abbiano il potenziale per dominare il proprio lato del tabellone.
Equilibrio tra difesa d'élite e potenziale offensivo
Il cuore dell'argomentazione risiede nell'equilibrio tra le due fasi di gioco. Viene richiamato l'esempio dei New York Knicks, capaci di conquistare il titolo NBA grazie a una solida continuità sia offensiva che difensiva. I Raptors, nella scorsa regular season, avevano già dimostrato di possedere una difesa d'élite, classificandosi quinti per defensive rating. L'attacco, tuttavia, si attestava su livelli più ordinari, al 15° posto per offensive rating. La chiave di volta, secondo l'analisi, è che Toronto sarebbe riuscita a potenziare significativamente la propria fase offensiva senza compromettere la sua riconosciuta solidità difensiva. Questo approccio si distingue da quanto spesso accade ad altre squadre che, nel tentativo di aumentare il proprio punteggio, finiscono per sacrificare la propria identità difensiva, come evidenziato dal paragone con i Detroit Pistons.
L'impatto decisivo dell'arrivo di Kawhi Leonard
La mossa strategica più rilevante, e indicata come centrale per le ambizioni dei Raptors, è lo scambio che ha portato Kawhi Leonard a Toronto. L'operazione ha visto il trasferimento di Brandon Ingram, Gradey Dick e capitale al draft, con la convinzione che la lega non interverrà per annullare l'accordo. Il valore di questo scambio è sottolineato dalla descrizione di Ingram come probabilmente il peggior difensore tra i titolari, e di Dick come un giocatore ormai fuori dalla rotazione. Leonard, al contrario, è un giocatore di calibro eccezionale: un tempo considerato il miglior difensore non-lungo della NBA, mantiene tuttora un impatto positivo in quella metà campo, attestandosi al 72° percentile nel Defensive Estimated Plus-Minus di Dunks & Threes.
In attacco, è annoverato tra i migliori riferimenti della lega, classificandosi quinto per OFF EPM, garantendo un apporto offensivo di primissimo livello.
Attorno a Leonard, il roster dei Raptors si presenta come un gruppo profondo e versatile. L'analisi evidenzia i possibili e attesi progressi di Scottie Barnes, che nella stagione dei suoi 25 anni potrebbe compiere un ulteriore salto di qualità. Allo stesso modo, si attendono miglioramenti significativi da Collin Murray-Boyles, a 21 anni, e da Ja’Kobe Walter, a 22, entrambi con margini di crescita importanti. A questi si aggiunge il potenziale contributo di Allen Graves. Un fattore cruciale sarà il ritorno di Immanuel Quickley, che, dopo aver saltato l'intera postseason precedente, è ora nuovamente a disposizione.
Il suo tiro affidabile e la sua capacità di gestire possessi secondari sono considerati elementi chiave per l'efficacia offensiva della squadra, aggiungendo ulteriore profondità e opzioni al reparto guardie.