Un'autentica scossa ha travolto lo US Open nella sessione serale di domenica 30 agosto 2026, quando Novak Djokovic, il pluricampione serbo, è stato sorprendentemente eliminato al primo turno del torneo. L'impresa è stata firmata dall'argentino Mariano Navone, che ha sconfitto Djokovic sull'iconico Arthur Ashe Stadium con il punteggio di 7-6(5), 5-7, 4-6, 6-2, 6-1. Una battaglia durata ben quattro ore e trentasei minuti che ha segnato la fine di una striscia incredibile: 77 vittorie consecutive nei match inaugurali dei tornei del Grande Slam per il tennista serbo.

La partita ha assunto una piega inaspettata non solo per il risultato, ma anche per le evidenti difficoltà fisiche incontrate dal campione. Djokovic, all'età di 39 anni e detentore di 24 titoli major, ha mostrato segni di affaticamento fin dalle prime battute. In diversi momenti è apparso visibilmente piegato, ha accusato problemi alla schiena e, in un frangente, ha persino vomitato a bordo campo. Nonostante queste palesi sofferenze, era riuscito a portarsi in vantaggio di due set a uno, dimostrando la sua proverbiale tenacia, prima di cedere in maniera netta nella fase conclusiva dell'incontro.

Il crollo fisico e la svolta del match

Il punto di svolta decisivo è arrivato proprio dopo la conclusione del terzo set.

Da quel momento, Djokovic ha faticato enormemente, riuscendo a conquistare appena tre game negli ultimi due parziali. Non è riuscito a ritrovare la necessaria spinta fisica per contrastare l'intensità di Navone negli scambi prolungati. Le condizioni ambientali hanno contribuito a rendere il confronto ancora più arduo: l'elevata umidità della serata nel Queens ha reso l'aria pesante. Sebbene la chiusura del tetto, dovuta a qualche goccia di pioggia, avesse creato un'atmosfera più fresca, ciò non è bastato a invertire l'inerzia della partita, ormai saldamente nelle mani dell'avversario.

Mariano Navone, un giovane di 25 anni e numero 49 del ranking mondiale, ha saputo costruire una partita esemplare, basata su resistenza e intensità.

Ha costretto Djokovic a un impegno costante e logorante, capitalizzando sulle sue difficoltà. Al termine del match, l'emozione era palpabile nelle sue parole in campo: “It’s unbelievable, it means a lot to me” e poi “It’s a dream come true”. Questa vittoria rappresenta la sua seconda in carriera contro un giocatore della Top 10 ed è un risultato storico: Navone è infatti il primo argentino a sconfiggere Djokovic in un torneo del Grande Slam dal lontano 2005.

Una striscia di successi storici interrotta

La sconfitta al primo turno lascia Novak Djokovic con un bilancio di 95 vittorie e 16 sconfitte a Flushing Meadows, e un record complessivo di 392 vittorie e 55 sconfitte nei tornei del Grande Slam.

Il serbo era in piena corsa per il suo 25° titolo major, un traguardo che lo avrebbe ulteriormente consacrato nella storia del tennis. Inoltre, gli mancavano solo cinque vittorie allo US Open per diventare il primo giocatore a raggiungere almeno 100 successi in ciascuno dei quattro tornei del Grande Slam. Un obiettivo ambizioso che ora dovrà attendere. Già due settimane prima, a Cincinnati, il suo unico match sul cemento nordamericano prima dello US Open, aveva mostrato segnali di difficoltà, venendo eliminato dall'argentino Thiago Augustin Tirante e soffrendo particolarmente il caldo.