Alejandro Valverde non ci sta. Nonostante riconosca senza esitazioni il valore assoluto di Tadej Pogačar, l'ex campione del mondo di ciclismo e vincitore della Vuelta 2009 manda un messaggio chiaro a tutto il gruppo in vista dei prossimi appuntamenti: partire già battuti è l'errore più grande che si possa commettere.
«Il più forte di sempre»
Valverde non fa un uso parsimonioso dei complimenti quando parla dello sloveno, definendolo senza mezzi termini il miglior corridore che abbia mai visto all'opera:
«Ci sono stati altri grandi campioni nella storia, ma nessuno è come lui.»
Tuttavia, tra l'ammirazione e la resa incondizionata c'è di mezzo il carattere di chi ha fatto del ciclismo la propria vita per oltre vent'anni.
Il "Bala" rifiuta categoricamente l'idea che Pogačar sia imbattibile e invita gli avversari a non accettare passivamente il ruolo di comparse.
Quei guizzi a 42 anni: l'esempio di Valverde
Per dimostrare la sua tesi, lo spagnolo richiama alla memoria la sua ultima stagione da professionista, nel 2022, quando a 42 anni suonati riuscì ad essere ancora competitivo contro un Pogačar già pluri-vincitore di Tour de France e Classiche Monumento.
Strade Bianche 2022: Valverde chiuse al 2° posto, dietro solo a Pogacar.
Classiche d'Autunno: Nelle gare italiane di fine stagione, il murciano riuscì nuovamente a dimostrarsi particolarmente forte, arrivando terzo in volata alla Tre Valli Varesine e sesto al Lombardia, entrambe vinte da Pogacar.
«Non so se avrei potuto batterlo nei miei anni d'oro, a venti o trent'anni, nelle corse più importanti del mondo.
Ma è vero che nell'anno del mio ritiro, a 42 anni, avevo ancora la possibilità di competere con lui. Non l'ho battuto, ma l'ho quasi fatto alla Strade Bianche e nelle corse italiane d'autunno. Questo non lo può negare nessuno.»
Il paragone d'oro: Contador nel 2014
Per avvalorare la tesi che questo Pogačar possa trovare pane per i suoi denti, Valverde tira in ballo un altro gigante del ciclismo spagnolo: Alberto Contador.
Secondo il Bala, il Contador visto nella stagione 2014 — capace di riprendersi dalla terribile caduta al Tour de France per poi trionfare alla Vuelta a España — sarebbe stato perfettamente in grado di lottare ad armi pari con il fuoriclasse sloveno.
Il messaggio di Valverde al gruppo è dunque limpido: rispetto assoluto per il fenomeno, ma nessuna passerella concessa in partenza.