Più le imprese hanno scarsa liquidità in cassa, più lo Stato chiede maggiori tasse con il sistema degli acconti. La novità dei giorni scorsi, di certo non gradita, è rappresentata dall'aumento per imprese degli acconti Ires e Irap di 1,5 punti percentuali, dal 101% al 102,5% con pagamento da effettuarsi entro il prossimo 10 dicembre del 2013 quando peraltro il conto sarà decisamente più salato per le banche e per le assicurazioni.
Ma quanto valgono le maggiorazioni degli acconti? Ebbene, al riguardo la Cgia di Mestre, attraverso il proprio Ufficio Studi, ha rilevato che mediamente ogni impresa pagherà 1.200 euro in più che non rappresentano una maggiorazione fiscale visto che poi a saldo l'anno prossimo l'Ires le imprese la pagheranno tenendo conto dei maggiori importi già versati.
Pur tuttavia l'Associazione degli artigiani mestrina non esclude il fatto che gli acconti Ires ed Irap maggiorati, al fine di coprire l'abolizione dell'Imu, possano mettere in difficoltà qualche impresa tendendo conto che complessivamente la pressione fiscale a carico delle Pmi è già molto alta.
E tra l'Imu da abolire, ed il reperimento delle coperture per farlo, non è che il Governo ad oggi abbia trovato la quadratura del cerchio. Questo perché all'incirca il 50% delle maggiorazioni Imu sulla seconda rata, ad opera di circa ottocento Comuni, ad oggi rimangono a carico dei cittadini con saldo entro e non oltre il 16 gennaio del 2014. Trattasi di cifre, relative al conguaglio sulla seconda rata sull'Imu prima casa, che si aggirano in media sugli 85 euro al punto che l'imposta, dura a morire, è stata già definita come mini-Imu.