L'imu sulla prima casa era in realtà stata abolita dal governo Letta per l'anno 2013, ma con la legge stabilità è stata reintrodotta in una piccola misura per alcuni contribuenti. In questi giorni, infatti, i contribuenti sono alle prese con i difficili calcoli per sapere se sono tenuti a versare questo supplemento d'imposta e in quale misura, cerchiamo di fare chiarezza.

Sono tenuti al pagamento della "mini IMU" tutti i proprietari di immobili classificati come prima casa (ovvero dove il contribuente ha stabilito la propria residenza) che vivono in uno dei circa 2500 comuni italiani che nel 2013 hanno deliberato un aumento d'aliquota aggiuntivo rispetto all'aliquota statale di base che è pari allo 0,4%.

Quindi la prima cosa da fare è di informarsi su cosa ha deliberato il proprio Comune e se ha stabilito un aumento rispetto all'alqiuota base. Ormai quasi tutti i comuni pubblicano le delibere online sul proprio sito internet istituzionale, altrimenti, in mancanza di ciò, si dovrà provare a contattarlo telefonicamente o recarsi di persona all'ufficio tributi municipale.

Una volta conosciuta l'aliquota d'imposta bisogna calcolare l'Imu che si sarebbe dovuta pagare sia applicando l'aliquota base che l'aliquota comunale. Il 40% della differenza tra l'Imu che si sarebbe dovuta pagare per l'anno 2013 e quella che si sarebbe pagata allo 0,4%, rappresenta la "mini Imu" da versare entro il 24 gennaio.

Prendiamo ad esempio per il Comune di Roma: se si possiede un'abitazione con rendita catastale pari a 1000 euro a Roma, dove l'aliquota è allo 0,5%, l'Imu dovuta sarebbe di 640 euro; sottraendo 472, ovvero l'Imu con aliquota base, si avrebbero 168 euro, che al 40% fanno 67,20 euro.

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Come per l'Imu standard, il versamento potrà essere effettuato con F24 (codice tributo 3912 specificando che si tratta del saldo anno 2013) o con l'apposito bollettino postale.