La mini imu - imposta da corrispondere entro il 24 gennaio 2014 con riferimento alle prime abitazioni ubicate in quei Comuni che hanno innalzato l'aliquota oltre il 4 per mille – continua imperterrita a catalizzare l'attenzione di milioni di italiani, non certo positivamente incuriositi, ma perché stanchi di questi continui mutamenti nelle sigle sulla stessa tassa sulla casa.

Le scadenze imminenti e le date incerte fino a qualche giorno fa, hanno portato inoltre i contribuenti all'assalto dei patronati per avere chiarimenti in merito a tutte queste "tasse-sigle" che vengono "annualmente" propinate sotto forma – ma non sostanza – diversa: dall'Imu alla mini Imu, per passare alla Tasi, e Tari attraverso la Iuc…ed ancora Tares, ed il "già fu" Trise"!)

Dal momento che le scadenze per il pagamento di alcune di queste imposte sono agli sgoccioli, facciamo un breve riepilogo sulle loro differenze.

La legge di stabilità dovrebbe aver messo ordine intorno a questa materia, stabilendo definitivamente che l'Imu sulla prima casa non si pagherà, fatta eccezione per quelle abitazioni considerate di lusso, incluse nelle classi A/1, A/8 e A/9; si continuerà a pagare invece sulle seconde abitazioni (ancora un'eccezione è prevista quando, in caso di più abitazioni, i Comuni prevedono che una di queste sia equiparata alla prima casa se data in comodato): le scadenze sono sempre due, entro il 16 giugno la prima rata ed entro il 16 dicembre la seconda rata.

La mini Imu è sostanzialmente una differenza che va corrisposta ai Comuni, che hanno innalzato l'aliquota oltre il 4 per mille, per aver "rinunciato" al gettito fiscale derivante dall'Imu della prima casa. Per essere certi se bisogna pagarla o no, è necessario rivolgersi all'ufficio tributi del proprio Comune, controllare il sito internet o rivolgersi ad un Patronato.

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Cosa succede se si dovesse pagare in ritardo? Vista la tendenza di questi mesi alla rottamazione delle cartelle Equitalia e alla sanatoria della rata Imu di dicembre (per chi ha commesso errori nel pagamento), non potrebbe escludersi anche in tal caso una sanatoria.

La Iuc non è invece un'imposta, bensì l'ennesima sigla che ricomprende tre imposte: Imu, Tasi e Tari. Le scadenze della Tasi e della Tari invece saranno decise dai Comuni, quel che è certo è che la Tasi si pagherà anche per le prime case. Se un'abitazione è data in locazione, allora la Tasi sarà corrisposta in parte dal locatore (proprietario) ed in parte dagli inquilini. Saranno previste delle detrazioni se si vive da soli in casa, se l'Isee è basso (limite che sarà definito da ogni Comune individualmente). Accadrà quindi che i Comuni virtuosi applicheranno aliquote minime, mentre i Comuni "fuori bilancio" aumenteranno le aliquote d'imposta.

Infine, la Tares: questa tassa è stata cancellata dalla Tari. Infatti si tratta solo di un cambio di sigla perché di fatto sarà calcolata con le stesse modalità, si rivolge agli stessi soggetti.