E' in arrivo l'ennesimo balzello ai danni dei contribuenti. Un aumento apparentemente insignificante pari a 0.24 centesimi di euro (che con l'Iva diventano 0.30) al litro previsto l'agosto scorso nel c.d. decreto del "Fare", ma che si va a sommare a una lunga sequela di piccoli aumenti che hanno portato il prezzo dei carburanti per l'autotrasporto a livelli spropositati.

Assumendo per gioco che il benzinaio sotto casa regali la benzina (costo materia prima, compenso a compagnia petrolifera e a benzinaio completamente azzerati) rimarremmo stupiti da quanto comunque dovuto allo Stato (tramite il benzinaio) per ogni litro di carburante.

Dovremmo versare l'importo di 75,6 centesimi di euro per un litro di gasolio e ben 89,2 centesimi per un litro di benzina.

Tali importi sono facili da ottenere: all'ammontare complessivo previsto per le accise su benzina, pari a 0,7308 centesimi, e su gasolio, pari a 0,6198 centesimi, si deve sommare l'Iva del 22% prevista anche sulle accise, obbligando i cittadini a pagare una tassa applicata su altra tassa.

L'elenco delle accise introdotte e mai più cancellate è lunghissimo e parte dal lontanissimo 1935, con introduzione di 1,90 lire al litro di carburante al fine di finanziare la guerra d'Etiopia, passando per aggravi richiesti per finanziare svariate emergenze quali terremoti, alluvioni, tragedie, missioni militari e piani di salvataggio targati Monti e Letta.

Quando detto sopra vale per molti contribuenti, ma non per tutti.

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Ad esempio chi si trova a far benzina in Liguria ha un ulteriore aggravio di 5 centesimi di euro per litro di benzina (che con l'Iva diventano 6,1) o di 2,582 centesimi se per sbaglio si rifornisce in Campania, Lazio, Calabria, Piemonte o Molise (quindi 3,15 Iva inclusa).

Visto che in realtà le compagnie petrolifere e i benzinai non sono Onlus e stabiliscono un prezzo per il carburante, il contribuente si ritrova, ovviamente, a dover pagare l'Iva anche su questa quota.

Prendendo come riferimento il prezzo medio della benzina stimato (e aggiungendo il quasi certo aumento di 0,3 centesimi che decorre da sabato) in 1,783 euro al litro si scopre che le tasse dovute complessive (accise, iva su accise e iva su costo carburante) sono pari a 1,053 euro ossia la bellezza del 59% di quanto versato al benzinaio.

Analogamente stimando il prezzo medio del gasolio in 1,707 euro al litro, l'ammontare complessivo delle tasse è di 0,927 euro ossia il 54,3%.

Un vero e proprio salasso che non ha eguali in Europa e nel mondo.