Arrivano ancora brutte notizie per gli automobilisti italiani, ed in particolar modo, per tutti coloro che devono usare la propria autovettura ogni giorno per percorrere lunghi tratti per lavoro: da sabato 1 marzo, infatti, è previsto un nuovo aumento di 0,24 centesimi al litro dell'accisa sulla benzina e sul gasolio, aumento che sarà ancora più rilevante se consideriamo anche l'Iva (totale 0,34 centesimi). L'aumento resterà in vigore fino al 31 dicembre.


In termini pratici, per un automobilista che possiede un auto a benzina e che percorre, in media, circa quindici mila chilometri all'anno, fare il pieno comporterà, in media, un aumento di spesa pari a 13 euro; per chi possiede un auto a gasolio e tenendo presente gli stessi parametri, 17 euro in più. 


Benzina e gasolio, aumenteranno perciò di Euro 2,40 ogni mille litri consumati: in termini di gettito fiscale, lo Stato conta di poter 'incassare' da questo ritocco dell'accisa, circa 75 milioni di euro in più, che dovrebbero servire (almeno così ci auguriamo tutti) a finanziare il piano di rilancio dell'economia italiana. 


Secondo una previsione di Assopetroli, gli italiani saranno costretti a fare i conti con una pressione fiscale totale pari a 1,44 miliardi di euro, calcolati fino al prossimo 31 dicembre 2018: una cifra davvero consistente che va a colpire un bene di consumo di 'facile tassazione', visto che tutti noi (o quasi, eccetto le persone più anziane e i minorenni) sono 'costretti' ad usare spesso la propria automobile.