Le somme di denaro provenienti dall'estero via bonifico dallo scorso 1 febbraio del 2014 sono soggette ad una tassazione alla fonte pari al 20%. E' una novità che ha fatto infuriare e non poco le Associazioni dei Consumatori, così come ci sono banche ed intermediari finanziari italiani che hanno scoperto solo di recente una norma che rischia di penalizzare oltremodo i cittadini.



In accordo con quanto riportato dalla Cgia di Mestre, l'Ue verificherà se la nuova norma, che rapprresenta un'eredità lasciata dal Governo uscente, quello guidato dal Premier Enrico Letta, rispetta quello che è il libero movimento dei capitali e delle merci.



Per sfuggire alla ritenuta del 20% deve essere il titolare del conto corrente in Italia a comunicare alla banca, con un'autocertificazione, che le somme incassate non derivano da attività finanziare o da capitali.

La ritenuta, spiega la Cgia di Mestre con una nota, non si applica per i flussi di denaro da attività di impresa, ma per quelle somme che arrivano in Italia sui conti correnti bancari o postali di persone fisiche, enti non commerciali e società semplici.

Sebbene la misura abbia come fine quello di contrastare l'evasione fiscale attraverso un'azione di monitoraggio, l'applicazione della stessa rappresenta l'ennesimo pastrocchio. Questo è quanto, tra l'altro, afferma il direttore del Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) Walther Andreaus nel chiedersi se, in caso di errori, il Fisco sarà allo stesso modo rapido a rimborsare l'utente incolpevole.