L'analisi proviene da una fonte attendibile (Banca d'Italia), che ha cercato di prevedere il livello impositivo della nuova #Tasi. Le informazioni rilasciate non sono per nulla rassicuranti, visto che si arriverà ai picchi raggiunti nel 2012 con l'introduzione dell'#imu sulla prima casa.

Rispetto a quanto sborsato nel 2013, il nuovo tributo potrebbe arrivare a pesare fino al 60% in più, toccando sul vivo contribuenti che in precedenza potevano avvantaggiarsi delle detrazioni. Oltre a ciò, bisogna considerare che si amplia anche la platea dei contribuenti, visto che ora anche gli inquilini dovranno contribuire in una misura che va dal 10% al 30%.

Le cifre in gioco secondo la Banca d'Italia

L'istituto bancario centrale ha eseguito i calcoli basandosi sull'aliquota base del 2,5 per mille sulla prima casa, portando il livello impositivo a crescere quasi di due terzi rispetto al 2013 e a toccare nuovamente quanto già sperimentato con l'introduzione dell'Imu nel 2012.

La speranza per le fasce deboli della popolazione è che molti Comuni riescano a mantenere delle aliquote prima casa più basse, anche se questo potrebbe significare una rimodulazione in grado di aumentare il peso impositivo su seconde case e attività (con evidenti effetti recessivi).

Chi deve pagare la Tasi e come si paga

Ricordiamo che la Tasi verrà sostenuta da tutti i residenti di un Comune (sia proprietari che inquilini), seppure in maniera differente. Per il calcolo è necessario prendere come riferimento la rendita catastale dell'immobile, moltiplicarla del 5% e poi ancora per 160.

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Le aliquote e le eventuali detrazioni sono deliberate da ogni singolo Comune. La prima rata deve essere pagata entro il 16 giugno, ma slitterà a settembre laddove mancassero le delibere comunali. Il pagamento potrà avvenire tramite apposito bollettino postale oppure utilizzando il modello F24 presso il proprio istituto di fiducia.