Il 30 settembre arriverà a scadenza la quarta rata del Canone Rai per tutti coloro che hanno scelto di pagarlo a rate trimestrali. Il decreto Ministeriale emesso dal Ministro Guidi (Sviluppo Economico) prevedeva che dal 1 gennaio 2014 il Canone TV ordinario, cioè quello riferito alle abitazioni e non agli uffici commerciali, potesse essere pagato con tre modalità di pagamento differenti:

  • rata unica annuale: scadenza fissata il 31 gennaio
  • doppia rata semestrale: scadenze fissate il 31 gennaio e il 31 luglio
  • quattro rate trimestrali: scadenze fissate il 31 gennaio, il 30 aprile, il 31 luglio e il 30 settembre.

Tali date dovrebbero valere anche per l'anno prossimo salvo ulteriori modifiche.

Per quanto riguarda gli importi corrisposti per il Canone ordinario Rai, quest'anno sono stati di 113,5 euro per la rata annuale, 57,92 per le due rate semestrali e di 30,16 euro per le quattro rate trimestrali.

Canone Rai modalità di pagamento

Per quanto riguarda le modalità di pagamento del canone Rai le opzioni sono diverse:

  • bollettino postale c/c 3013: dovrebbe arrivare al domicilio del contribuente già precompilato. Oppure se si dispone di sistema BancoPosta si può decidere di effettuare direttamente l'accredito tramite le procedure telematiche previste nel sito di Poste.

  • Carte di credito: collegando ai siti di equitalianord o imel.eu e seguendo le procedure on-line

  • Tabaccherie: con gestori Lottomatica o Sisal, costo di commissione 1,55 euro

  • smarthone: collegandosi al sito di Poste Italiane ed inserendo il codice Datamatrix presente sul bollettino a voi recapitato.

Riforma Rai: tagli in vista per i conduttori e lite tra PD e M5S sul nuovo piano frequenze

Tempi di spending review anche in Rai dopo che Renzi ha dichiarato che anche l'azienda di via Mazzini dovrà partecipare ad un piano di riforma per abbassare la spesa pubblica.

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Dopo le polemiche dei mesi scorsi e le promesse fatte da Renzi a Ballarò, adesso sembra essere arrivato un piano di tagli agli stipendi in RAI che non guarderà in faccia nessuno. Infatti i sacrifici verranno richiesti anche a conduttori di punta come Massimo Giletti e Antonella Clerici. I tagli dovrebbero aggirarsi secondo indiscrezioni tra il 5 e il 10%. Oltre ai tagli al servizio pubblico tiene anche banco la polemica sollevata da Roberto Fico sul nuovo piano di frequenze, che a detta sua danneggerebbe i conti pubblici generando una perdita di 40 milioni l'anno per lo Stato oltre che a danneggiare le piccole emittenti a discapito delle major.