Si aprono degli spiragli sull'abolizione del Canone Rai 2015. Un giornalista di Repubblica, Ettore Livini, infatti ha anticipato che il Governo Renzi sta pensando alla soppressione della tassa, che è molto osteggiata dagli italiani. Il testo di legge vero e proprio dovrebbe arrivare entro novembre e dati i tempi ristretti, la prima rata del canone scade il 31 gennaio, il Governo potrebbe optare per lo strumento del decreto legge per accelerare i tempi. Resta da definire se vi sarà un esenzione solo per il canone ordinario o anche per quello speciale, cioè quello pagato dagli uffici commerciali che dispongono di apparecchiature elettroniche. Per fare chiarezza su quando si deve pagare il Canone Rai e quando invece si è esenti è meglio dare una breve definizione.

Canone Rai: tipologie ed esenzioni

Il Canone Rai in principio venne introdotto dal Governo Mussolini con un decreto legge risalente al 1938, il testo di legge sostanzialmente non è stato ancora modificato e le disposizioni sull'applicazione e sulla natura giuridica quindi rimangono le stesse ovvero: è soggetto a tassazione chiunque disponga di dispositivi abilitati alla ricezione delle audioaudizioni (ovvero programmi televisivi). In passato anche gli smartphone e i tablet hanno rischiato di diventare soggetti al canone, dato che con lo streaming è possibile accedere ai contenuti del servizio pubblico, ma temendo i malumori dei contribuenti per ora non si è ancora proceduto. Le tipologie di Canone Rai sono due:

  • ordinario: che si applica su tutti gli apparecchi ad utilizzo domestico in una misura unica pari a 113,5 euro (nel 2014)

  • speciale: che si applica a tutti gli apparecchi non utilizzati ad uso domestico per un importo che varia a secondo dalla tipologia dell'ente e della destinazione economica (bar, alberghi, ristoranti, ecc.)

Vi sono anche dei casi di esenzione come ad esempio per gli anziani che superano i 75 anni e non superano un reddito ISE di 6713,98 euro annuali.

I migliori video del giorno

Abolizione del canone Rai: i fondi arrivano dalla lotteria e da tassazioni alternative

Per quanto riguarda l'abolizione del canone Rai 2015, i fondi dovrebbero arrivare dal gioco, ovvero dalla famosa Lotteria Italia e dalla tassazione di alcuni beni di consumo di alta fascia. Altre risorse potrebbero essere reperite direttamente all'interno dell'azienda con un spending review sugli stipendi, e su uno sconto di imposta generato dal nuovo piano frequenze che dovrebbe fruttare alla Rai circa 100 milioni.