Dicembre mese di scadenze in quanto entro il 16 dicembre occorre versare per i proprietari di immobili il saldo dell'Imu e la Tasi.

Ricordiamo innanzitutto che l'abitazione principale è esente da imu ma comporta sempre e in ogni caso il pagamento della Tasi.

Sia l'Imu che la Tasi si pagano in base ai mesi di possesso questo vuol dire che se in un anno un appartamento è stato per 6 mesi affittato e per sei mesi è divenuto abitazione principale, il contribuente dovrà pagare per l'Imu solo i 6 mesi in cui l'immobile non è stato abitazione principale mentre per la Tasi dovrà pagare per intero.

Ricordiamo che l'Imu si paga anche per i terreni agricoli sia quelli edificabili sia agricoli, unica esclusione i terreni agricoli siti in aree montane o di collina con altitudine sopra i 600 metri.

La Tasi invece si applica in tutti i comuni sulle case principali e le relative pertinenze, ricordiamo però che se si tratta di abitazione di maggior pregio anche se si tratta di abitazione principale è dovuta anche l'Imu.

Per gli anziani o disabili ricoverati in case di riposo dove hanno trasferito la residenza, sulla propria abitazione si paga la Tasi e vi è esenzione dall'Imu a meno che non sia stata affittata.

Ricordiamo ancora che per quanto riguarda la Tasi anche gli inquilini la pagano nella misura stabilita dal comune di residenza in misura che oscilla tra il 10 e il 30% del valore complessivo, mentre la parte residua è pagata dal proprietario dell'immobile, se l'importo dovuto dall'inquilino non supera i 12 euro allora il pagamento non è dovuto.

Per quanto riguarda invece il pagamento dei rapporti di lavoro relativamente ai lavoratori domestici e cioè colf, badanti e baby sitter ricordiamo che entro il 15 dicembre vanno pagate le tredicesime.

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Alla collaboratrice domestica sia che venga pagata a ore sia che venga pagata mensilmente spetta una gratifica economica pari ad un mese di stipendio.

Pertanto nel caso di pagamento mensile il calcolo è semplice, in quanto andrà corrisposto il doppio dello stipendio ordinario.

Più complicata la questione nel caso di pagamento ad ore, in quanto innanzitutto occorre per prima cosa determinare il compenso settimanale, che si ottiene moltiplicando la paga oraria dell'ultimo periodo per il numero di ore settimanali di lavoro.

Ottenuto il compenso settimanale si moltiplica questa cifra per 52 e la si divide per 12. Infine nel caso di più rapporti di lavoro con diversi datori da parte della collaboratrice domestica, ognuno dovrà versare la sua parte di tredicesima in proporzione alle ore di lavoro di cui si è beneficiato.