Il giorno delle tasse, il prossimo 16 giugno è il termine ultimo per il pagamento delle tasse sugli immobili. L'invio dei bollettini già compilati è saltato per cui i contribuenti dovranno calcolare quanto pagare di propria mano. Il calcolo di per sé sembra semplice, soprattutto alla luce del fatto che la stragrande maggioranza dei comuni non ha aggiornato le aliquote da applicare quest'anno. Per questo motivo i contribuenti pagheranno la stessa somma pagata lo scorso anno e quindi per l'acconto del 16 giugno pagheranno la metà di quanto pagato nel 2014. Non sempre però sarà così. Infatti ci sono variabili che possono condizionare il calcolo e renderlo meno agevole del previsto.

La destinazione dell'immobile

Casi particolari molto ricorrenti sono il cambio di destinazione dell'immobile. Non di rado infatti una casa che lo scorso anno era abitazione principale di una famiglia, oggi non lo è più, oppure un terreno agricolo diventato poi edificabile. Bisogna quindi calcolare l'imposta con l'aliquota dello scorso anno ma moltiplicandola con le nuove rendite catastali derivanti dalle variazioni. Inoltre un soggetto che l'anno scorso pagava la Tasi, oggi pagherà l'imu se quest'anno ha cambiato residenza e quindi la casa non è più l'abitazione principale.

Compravendite durante l'anno

Se i cambiamenti della destinazione dell'immobile o dell'utilizzo da parte dei proprietari, nonché le compravendite venissero effettuate tutte il primo gennaio di ogni anno tutto sarebbe semplice.

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Prima di tutto, le imposte sugli immobili si calcolano su base annua anche se per esempio il prossimo pagamento è semestrale. Quindi si calcola il dovuto di tutto l'anno e lo si divide per due. In questo modo si ha il dovuto per l'acconto di giugno. Ma come si fa a calcolare l'IMU da pagare per case vendute durante l'anno? Di norma, sia l'IMU che la TASI si pagano sui mesi effettivi di possesso. Si calcola l'imposta dovuta, la si divide per 12 mesi e la si moltiplica per i mesi di effettivo possesso dell'immobile.

In pratica se un soggetto l'anno scorso ha pagato 120 euro di IMU e quest'anno ha venduto la casa il primo maggio, dovrà versare il 16 giugno solo 40 euro di IMU. La restante somma sarà a carico del nuovo proprietario che a sua volta dovrà versare 20 euro questo mese ed il resto dell'imposta a dicembre. Sempre che l'immobile anche per il nuovo proprietario risulti con la stessa destinazione del precedente, altrimenti pagherà la TASI nell'eventualità che l'immobile sia adibito ad abitazione principale.

La norma dice che il mese di possesso è intero quando l'immobile è stato a disposizione di un soggetto almeno per 15 giorni. Questo fa si che nelle compravendite concluse dentro il mese, si possa stabilire con certezza a chi tocca pagare l'imposta. Quindi se nell'esempio di prima, il giorno di chiusura dell'affare fosse stato il 16 maggio rispetto al 01 maggio, il venditore avrebbe dovuto pagare 50 euro mentre al compratore toccherebbe solo 10 euro. In pratica l'imposta del mese, tocca per intero a chi è stato possessore per più giorni nel mese.

Variazioni di rendite catastali

Per le variazioni delle rendite catastali che avvengono durante l'anno, la regola è calcolare le imposte sulla rendita del 01 gennaio di ciascun anno. Per quest'anno quindi, nonostante la rendita catastale di un immobile sia variata il 19 aprile, la rendita su cui calcolare le imposte deve essere quella dell'anno scorso. La nuova rendita sarà effettiva ai fini delle imposte sugli immobili dal 2016.