Da lungo tempo si attende una decisione dell’Europa riguardo la possibilità del pagamento dell’#Iva sulla compravendita di #bitcoin. A quanto pare, questa dovrebbe arrivare giovedì 22 ottobre, quando la Corte di Giustizia Europea (CGE) si pronuncerà sulla questione. La decisione porrà fine a una storia cominciata con una disputa sul fatto che gli scambi di vendita e acquisto di bitcoin debbano essere soggetti oppure no all’imposta sul valore aggiunto. Le domande a tal proposito sono state avanzate dopo che un cittadino svedese, David Hedqvist, ha richiesto un chiarimento sulla materia, poiché si apprestava all’apertura di un’agenzia di intermediazione basata sulla moneta digitale.

La prima sentenza di esenzione di un tribunale svedese

Un tribunale svedese, decidendo sulla questione, aveva stabilito che tale attività non prevedeva l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto, una decisione che è stata avversata dalla Skatterverket, l’agenzia delle entrate svedese. Così, in ultima analisi, è stato chiesto alla Corte di Giustizia Europea di intervenire. Pare che la Corte, che ancora deve pronunciarsi sul merito, sia intenzionata a confermare la scelta del tribunale svedese, avallando così l’esenzione. A luglio Juliane Kokott, uno degli Avvocati Generali della CGE, aveva raccomandato che le piattaforme di scambio di bitcoin fossero esentate dall’IVA, mossa che ha ricevuto il plauso sia degli utilizzatori che degli investitori della moneta digitale.

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Non è esclusa la possibilità di rinvio della decisione

In ogni caso, stando alle opinioni di alcuni addetti ai lavori, la decisione potrebbe essere rimandata, essendo questo un punto che andrebbe a modificare diverse dinamiche dell’attuale ecosistema bitcoin europeo. Infatti, com’è noto, una decisione della Corte sarebbe vincolante per tutti gli stati membri dell’Unione. Un avvocato esperto di diritto trbutario, Roger Van de Berg, ha dichiarato a "Bitcoin Magazine" che “per rispondere alla questione, la CGE dovrebbe innanzitutto capire quale sia il funzionamento delle piattaforme di scambio e poi considerare come i beni relativi debbano essere qualificati”. L’avvocato, proseguendo, ha affermato che andrebbe investigato il trattamento dell’IVA per le valute digitali e quindi decidere se sia il caso o meno di procedere all’esenzione. Concludendo, Van de Berg ritiene che solo in quel caso si avrebbe un chiaro quadro di riferimento europeo relativo all’applicazione dell’IVA sulle transazioni di criptovalute.