Una notizia attesa da molti soggetti indebitati con #Equitalia, finalmente è arrivata. Si tratta della possibilità di sbloccare un veicolo gravato dal fermo amministrativo per via di un debito nei confronti dell’Ente di riscossione non pagato. La verità però è che lo sblocco non è concesso a tutti e soprattutto, non è automatico, ma va richiesto ed è soggetto all’ok dell’Ente. La portata del provvedimento quindi, lascia diversi dubbi interpretativi che cercheremo di chiarire.

La circolare 105/2016 di Equitalia

Come dicevamo, con una notizia ufficiale, confermata da una circolare dell’Ente di Riscossione, la n° 105 del 2016, ai soggetti debitori è consentito tornare ad utilizzare l’autoveicolo gravato dal fermo amministrativo.

Prima condizione è che sul debito nei confronti di Equitalia, che poi è la ragione stessa del fermo amministrativo sul veicolo, sia stata concessa una dilazione di pagamento, cioè un rientro del debito rateale. Non è necessario dimostrare che il veicolo sia necessario per il lavoro del debitore poiché questo provvedimento è estesa a qualunque mezzo fermato con le ganasce fiscali. Purtroppo però, una cosa che la circolare sottolinea con assoluta precisione è che il piano rateale deve essere stato concesso a partire dal 22 ottobre 2015. Per piani di rateizzazione concessi prima, anche se con pagamenti senza ritardi, tutto resta così come era previsto dalla normativa in vigore, cioè che lo sblocco doveva essere a debito estinto. In parole povere, per tutti i piani rateali concessi in precedenza, i soggetti debitori che nel frattempo hanno anche il veicolo sottoposto a fermo, devono pagare fino all’ultima rata del debito per vedersi sbloccare il veicolo.

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Necessario presentare istanza

Dopo aver chiesto ed ottenuto la dilazione da parte di Equitalia, per poter proseguire con il meccanismo di sblocco del veicolo, sarà necessario pagare la prima rata del debito. Lo sblocco del veicolo inoltre, non è automatico, cioè non è fatto d’ufficio una volta che si è ottenuta la rateizzazione del debito o che si è provveduto a versare la prima rata. Infatti, il provvedimento prevede che il soggetto interessato debba presentare istanza all’Ente. Solo dopo che Equitalia abbia verificato la data di concessione delle rate e del pagamento della prima rata del debito, il procedimento di sblocco prenderà il via. L’Ente verificherà inoltre che non ci siano altre pendenze debitorie a nome del titolare del veicolo e che il piano rateale accordato, contenga tutte le varie cartelle che hanno dato vita al fermo.

La domanda di sblocco va fatta per iscritto e nella stessa forma, Equitalia, verificato che tutte le condizioni necessarie vengano rispettate, ha tempo 60 giorni per comunicare al debitore, l’esito positivo dell’istanza.

Una volta ricevuta la risposta di Equitalia, il soggetto interessato, deve recarsi di persona al PRA per sbloccare l’auto. Lo sblocco non è definitivo, ma temporaneo. Infatti, si riterrà revocato solo a pagamento totale del debito e di conseguenza appare logico che non pagare alcune rate o non finire di pagare il debito, può portare alla revoca del beneficio della sospensione del fermo.

  #consolidamento debiti