La sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Caltanissetta dello scorso 17 febbraio riapre un tema sempre di grande attualità nel nostro ordinamento: il pagamento del Bollo auto ed i termini della sua prescrizione. Il bollo auto è un tributo che viene versato alla regione di residenza una volta all'anno, e può essere pagato senza alcuna maggiorazione fino all'ultimo giorno del mese successivo della sua scadenza. Ad esempio, se il bollo auto scade oggi 23 marzo, sarà possibile effettuare il pagamento entro il 31 aprile 2016.

I termini di prescrizione del bollo auto

Andiamo ad analizzare ora i termini per la prescrizione di questo tributo: in primo luogo va precisato che è stata confermata la prescrizione in tre anni, la cosiddetta prescrizione breve. Quindi, come ribadito dai giudici tributari, gli arretrati per il mancato pagamento del bollo auto possono essere richiesti fino a tre anni, che decorrono dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello in cui doveva essere versato il tributo.

Entro tale termine, il contribuente dovrà necessariamente ricevere la cartella di pagamento, pena la decadenza. Anche la cartella esattoriale avrà la sua scadenza, qualora Equitalia non intraprenda l'esecuzione forzata nel termine dei tre anni. Facciamo un esempio: per il bollo auto del 2012 la prescrizione si compie entro il 31 dicembre del 2016, se entro tale termine viene notificata la cartella di pagamento, si ha l'interruzione della prescrizione e il termine dei tre anni ricomincerà a decorrere. Così, il fisco avrà altri tre anni per iniziare l'esecuzione forzata, ma qualora Equitalia non provveda ad inviare ulteriori atti di sollecito o di pignoramento, decade anche la cartella e si prescrive definitivamente il diritto alla riscossione.

La sentenza della Commissione Tributaria

Come precisato, diventano di fondamentale importanza nel calcolare il decorrere della prescrizione, tutte le eventuali notifiche che possano interrompere il termine dei tre anni (avviso di pagamento, notifiche, cartella di Equitalia). Proprio su questo punto arriva il chiarimento della Commissione Tributaria di Caltanissetta: spetta al fisco dimostrare l'avvenuto ricevimento, da parte del contribuente, di atti interruttivi. Inoltre, il decorso dei tre anni di termine per la riscossione del tributo, non potrà essere interrotto dalla sola iscrizione a ruolo del tributo da parte dell'agenzia delle entrate. La riscossione coatta spetta alle regioni, che potranno agire direttamente nei confronti del contribuente.

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