Qualsiasi genitore sarebbe orgoglioso del proprio figlio che, grazie alle sue performance scolastiche, riesce a prendere una borsa di studio. In genere, queste somme erogate non concorrono alla formazione del reddito della famiglia, tanto è vero che spesso le spese per i figli universitari vengono scaricate dal reddito ed altrettanto spesso, i ragazzi alle prese con lo studio, sono soggetti fiscalmente a carico dei genitori, con tanto di detrazioni per familiari a carico. Questa la regola in linea di massima, ma ci sono casi da evidenziare per evitare problemi con il fisco. Vediamo come comportarsi nel 2016 con il nuovo 730, partendo da un esempio reale pubblicato sul quotidiano 'Il Giornale di Vicenza'.

Quando la borsa di studio costa caro

Una famiglia del vicentino, come riporta il quotidiano, ha avuto un accertamento fiscale perché non era a conoscenza di dover dichiarare le due borse di studio da 1.500 euro della figlia.

Per via dell’accertamento, la famiglia è stata costretta a pagare una maggiore imposta arricchita di sanzioni, interessi e così via, di oltre 5.000 euro. Le due borse di studio alla ragazza, vennero erogate nel 2012 una dalla Fondazione D.Corà ed una da parte dell’INPDAD. La fondazione privata ha recapitato il CUD alla ragazza, tanto è vero che nella dichiarazione dei redditi dei genitori, quelle 1.500 euro erano state inserite. Dall’INPDAD niente certificazione e quindi niente inserimento delle seconde 1.500 euro in 730, dando per scontato che fosse una borsa di studio esente. Invece non era così ed il CUD dell’INPDAD era da scaricare on line tramite PIN e credenziali di accesso. Il fatto che la famiglia, avesse omesso 1.500 di reddito, ha fatto scattare la maggiore imposta dovuta. Inoltre, dal momento che con 3.000 euro di reddito, la ragazza non risultava più a carico dei genitori, questi sono stati costretti a restituire anche le Detrazioni fiscali di cui avevano beneficiato.

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Senza contare che le spese mediche e gli scontrini della farmacia della ragazza non andavano scaricati dai genitori proprio perché veniva meno il fattore del figlio a carico. Insomma, tra maggiore Irpef dovuta, Maggiore addizionale Regionale e Comunale, per la povera famiglia, un salasso.

Ma le borse di studio non erano esenti?

Nell' appendice delle istruzioni del modello 730conviene andare a vedere quali borse di studio sono esenti, cioè non vanno inserite in 730. Infatti, molte borse percepite da virtuosi studenti, concorrono alla formazione del reddito. A pagina 77 delle istruzioni al 730, consultabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, c’è l’elenco con tutta la casistica. Infatti, risultano esenti le borse di studio concesse agli studenti dalle Regioni, sia a statuto ordinario che speciale e dalle province autonome di Trento e Bolzano. Anche le Borse di studio dirette delle Università, anche per corsi di ricerca, dottorati e specializzazione o quelli del programma comunitario “Socrates” sono da considerare esenti.

Da non indicare infine le borse previste da scuole di specializzazione in chirurgia e medicina. La delicatezza di queste situazioni, rimarcata dall’esperienza di vita vissuta della famiglia vicentina, deve spronare a prestare particolarmente attenzione a queste tipologie reddituali. Bisogna ricordare che un familiare risulta a carico se non ha prodotto redditi nell’anno 2015.