Dal 15 aprile è consultabile, nel cassetto fiscale di ciascun contribuente, il 730 in versione precompilata. Consultabile, ma non ancora integrabile e modificabile perché queste operazioni saranno attive dal 2 maggio. Lo scorso anno, i modelli presentavano molti errori e quest’anno, da una prima occhiata, sembra che la situazione non sia cambiata. Un dato a cui prestare particolare attenzione è quello dei familiari a carico, dato che spesso causa una maggiore o minore imposta nel saldo Irpef e spesso, con importi molto rilevanti. Necessario quindi controllare i dati preinseriti e capire bene come controllarne l’esattezza.

Quando un soggetto si considera a carico

In linea generale, i familiari a carico più frequenti nelle CU e nei 730 dei contribuenti, sono il coniuge ed i figli, ma non è raro avere altri familiari nella stessa condizione, purchè residenti con il dichiarante ed in condizione di dipendenza economica da esso. I soggetti per cui il Fisco concede le detrazioni, sono coloro che hanno prodotto nell’anno solare precedente la dichiarazione (per il 730/2016 si considerano i redditi 2015), redditi entro la soglia di € 2.840,51.

Concorrono alla formazione di questa soglia, oltre i redditi di lavoro dipendente, anche quelli per fabbricati concessi in locazione con cedolare secca, i redditi percepiti all’estero o in zone di frontiera anche per la parte esente, i redditi di impresa e di lavoro autonomo e quelli corrisposti da Enti particolari tra i quali, Chiese, Missioni e così via.

Come evitare problemi e novità per scadenza e rimborsi

Come dicevamo, spesso proprio a causa dei familiari a carico, il contribuente si trova a chiudere la dichiarazione in maniera erronea, cioè con una maggior imposta versata o con una minore. I casi in genere sono due, cioè quando si dichiara come a carico un familiare che non lo è o che lo è per una parte minore di anno, oppure quando non lo si dichiara nonostante ne abbia i requisiti.

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Non è detto quindi, che quanto riportato nel modello 730 precompilato risulti essere corretto, perché le voci vengono acquisite dalle dichiarazioni fiscali dell’anno precedente e dalla CU del 2016. L’anno di riferimento è il 2015 e bisogna accertarsi che la composizione del proprio nucleo familiare non sia variata durante l’anno, per soggetti a carico fuoriusciti dal nucleo familiare, perché abbiano superato la soglia reddituale e così via. Le cifre di queste detrazioni sono ingenti, basti pensare che per redditi fino a 15.000 euro, il coniuge vale fino ad 800 euro di sconto fiscale. Per i figli la cifra sale a 950 euro o addirittura a 1.220 euro se minore di 3 anni. Inoltre, ancora 400 euro in più in presenza di figli invalidi o 200 euro di aggiunta alla detrazione già spettante per ogni figlio successivo al primo. Ecco perché in generale, quando il calcolo delle detrazioni viene fatto con il 730, spesso ci troviamo di fronte a contribuenti che vanno a rimborso per cifre ingenti. La Legge di Stabilità 2016 ha annullato gli articoli di legge che prevedevano che per rimborsi superiori ai 4.000 euro, i controlli scattassero in automatico ed i rimborsi fossero posticipati a 6 mesi dalla data di scadenza della presentazione.  La scadenza del 730/2016 è prevista il 7 luglio, ma è stata chiesta già la proroga, o meglio il cambio strutturale di scadenza, al 23 luglio, come confermato dal Parlamentare PD, Ribaudo, che si è visto approvare all’unanimità una risoluzione in commissione Finanze alla Camera.