Il 12 settembre scorso il Consiglio regionale delle Lombardia ha licenziato #Equitalia. Il Governatore Maroni è riuscito ad anticipare il disegno che tempo fa aveva preparato il Premier Renzi, quello di cambiare concessionario per la riscossione. Ma cosa cambierà per i cittadini della Lombardia? Una analisi dell’Economista e docente Universitario Antonio Maria Rinaldi è molto interessante per capire gli effetti di questa chiusura del Concessionario, anche in proiezione nazionale, quando Renzi manterrà la promessa.

La Lombardia diventa la prima Regione ad eliminare il concessionario

Se non fosse per la collocazione politica di Maroni, esponente della Lega Nord, l’operazione potrebbe sembrare una specie di sperimentazione, un tentativo di verificare la fattibilità della stessa per poi allargare il raggio di azione del provvedimento a tutto il territorio nazionale.

In Lombardia, il Consiglio regionale ha ratificato la chiusura di Equitalia che quindi non invierà più le sue tanto temute #cartelle ai cittadini della Regione. La notizia è stata rimarcata dal Governatore in persona sui social. Maroni ha dichiarato che la riscossione cambierà concessionario dal 15 settembre producendo risparmi per la Regione e per i contribuenti, con i quali poi si instaurerà un rapporto diverso da quello di oggi, più di rispetto e più trasparente, con un occhio alle singole situazioni.

Ecco come sarà la riscossione a partire dal 15 settembre

Niente più cartelle di Equitalia per i contribuenti non significa per forza di cose un miglioramento della situazione, anzi, non cambierà probabilmente niente. Ad affermarlo Antonio Maria Rinaldi, docente di Finanza Aziendale dell’Ateneo d’Annunzio di Pescara e Chieti.

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L’economista è molto chiaro sulla portata dell’operazione che converrà alla Regione perché con un nuovo concessionario riuscirà ad ottenere condizioni migliori rispetto ad Equitalia per quanto riguarda i costi del servizio. Per i cittadini infatti niente di diverso se si esclude il logo della cartella. Cambierà l’Ente che chiederà il pagamento, la figura del braccio armato del Fisco che fino ad oggi si chiamava Equitalia, ma gli obblighi per tasse, tributi e così via rimarrà a carico dei cittadini senza sconti.

Quale potrebbe essere la soluzione?

L’operazione può sembrare interessante dal punto di vista mediatico, può ottenere appeal nella speranza che qualcosa di meglio venga fuori per i contribuenti, ma finisce lì. Rinaldi spiega come nulla cambi per quanto riguarda le tasse in Italia, che poi è il motivo principale del lavoro fatto dal concessionario in questi anni. Anzi, essendo l’Italia un paese all’interno della Comunità Europea, non può nemmeno decidere autonomamente di ridurre la pressione fiscale sugli italiani. Tutto l’apparato fiscale italiano è appesantito dalle richieste di Bruxelles che guardano alla quadratura dei conti dello Stato a prescindere dal prezzo caricato sulle spalle dei cittadini.

Per l’economista quindi il problema è l’Europa, nonostante il Ministro Padoan abbia annunciato che in un triennio la pressione fiscale sugli italiani è scesa di un punto percentuale. Non ci si spiega diversamente come per molti paesi dell’Eurozona, che però non hanno l’euro, la pressione fiscale sui cittadini sia meno pesante che da noi, oppure non si spiega come nonostante il rapporto debito-PIL del Giappone sia più alto di quello nostrano, anche lì la pressione sui cittadini sia nettamente inferiore. #agenzia delle entrate