Spese scolastica, raddoppia lo sconto fiscale del 19 per cento fino ad arrivare alla detrazione massima di 152 euro nel 2018 per ogni figlio che frequanti la #Scuola. E' la novità inclusa nel disegno di legge sul Bilancio 2017 del governo Renzi, che incrementa in maniera graduale l'importo massimo sul quale è possibile applicare le detrazioni d'imposta. Nel 2015 era il 19% di quattrocento euro, nel 2018 la percentuale sarà la stessa, ma aumenterà il tetto massimo della spesa che raggiungerà gli ottocento euro.

Dichiarazione redditi 2017 e spese scolastiche: le detrazioni

Per la dichiarazione dei redditi del 2017 (e, pertanto, sulle spese scolastiche sostenute nel 2016), c'è un'importante novità: il tetto massimo di spesa per ciascun figlio studente sarà innalzato a 640 euro.

Pertanto, se la misura fiscale dovesse essere approvata nella legge di Bilancio 2017, le famiglie potranno applicare la detrazione massima di 121,60 euro, in sostituzione della detrazione attuale di 76 euro. La nuova detrazione, scrive Il Sole 24 Ore di oggi, 21 novembre 2016, potrà essere applicata nella dichiarazione dei redditi 2017 per la compilazione del modello Unico 730. La nuova detrazione varrà sia per le scuole private che per quelle pubbliche, anche se nella relazione al disegno di legge sul Bilancio 2017 viene citata solo la scuola paritaria. Tale equiparazione viene spiegata dal quotidiano economico sulla base dell'articolo 15, lettera e/bis, del Testo unico delle imposte sui redditi e sulla legge numero 62 del 2000 che include sia le scuole paritarie che quelle statali.

Quali spese scolastiche si possono detrarre nella dichiarazione dei redditi 2017?

Le spese che potranno beneficiare della detrazione nella prossima dichiarazione dei redditi sono quelle relative all'istruzione di ciascun figlio in famiglia che frequenti le scuole materne, le primarie e le scuole secondarie, medie e superiori.

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Pertanto, rientrano tra le spese scolastiche le tasse relative all'iscrizione o alla frequenza, le spese per le mense scolastiche, comprendendo anche l'assistenza ai pasti, i servizi fatti prima e dopo la scuola. Dovranno essere esclusi, invece, i costi dello scuolabus e gli acquisti di beni di cancelleria. #Matteo Renzi #Dichiarazione dei redditi