In un periodo di crisi economica come quello attraversato dallo Stato Italiano negli ultimi anni, dove il dimezzamento delle tasse e gli aiuti finanziari alle fasce più deboli della popolazione sono gli argomenti cardine di ogni dibattito politico in tv e nelle piazze affollate, gli italiani (evasori e non) sembrano essere sempre più preoccupati dai controlli fiscali e dalle eventuali conseguenze che questi comportano.

Tutti gli indicatori di rilevamento del Redditometro

In materia di accertamenti e ispezioni spicca tra tutti il redditometro: uno strumento di accertamento fiscale, attraverso il quale viene calcolato - in maniera indiretta - il reddito presunto del contribuente, a partire dalle spese che quest'ultimo ha effettuato durante l'anno d'imposta.

Insieme alle spese per gli acquisti, inoltre, si tiene conto in questo calcolo anche di alcuni indicatori statistici, grazie ai quali si otterrà alla fine il dato finale (uguale, appunto, al reddito presunto). Quest'ultimo verrà comparato con il reddito che il contribuente ha dichiarato nel 730 o nel modello unico e, se il presunto si discosterà dal dichiarato di oltre il 20%, allora, scatterà in automatico il controllo fiscale.

Ma quali sono le spese di cui si terranno conto gli enti autorizzati per la ricostruzione del reddito?

Le prime che verranno prese in considerazione sono quelle certe nel loro ammontare - poichè già conosciute dall'Agenzia dell'Entrate - seguite poi da quelle di ammontare determinato (e cioè quelle direttamente deducibili dai dati presenti all'anagrafe tributaria).

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Subito dopo, invece, verranno aggiunte al calcolo le spese Istat - ovvero quelle desumibili dalle medie nazionali Istat che tengono conto di diversi fattori, come la composizione del nucleo familiare e il territorio di residenza - e tutte quelle spese e/o investimenti destinati all'acquisto di beni e servizi che hanno carattere pluriennale (lo sono, per esempio, l'acquisto di un'auto o quello della casa).

Redditometro: quando e come scatta il meccanismo

Una volta fatti gli opportuni calcoli, eseguiti i controlli ed individuati i contribuenti "sospetti", l'agenzia delle entrate inviterà i soggetti a comparire nelle proprie sedi per un contraddittorio. A questo punto spetterà al contribuente dimostrare di essere in regola con le dichiarazioni e di essere effettivamente titolare del reddito dichiarato. La fine del procedimento determinerà l'esito finale del contraddittorio, il quale potrà concludersi sintitecamente in quattro modi diversi, e cioè:

  • con sgravio totale o parziale delle somme
  • oppure con l'annullamento o la conferma del provvedimento.

Quello che ha suscitato maggiori polemiche è il fatto che, in questi casi, l'onere della prova grava sul contribuente e non sul responsabile del procedimento.

Quest'ultimo, infatti, si dovrà limitare ad invitare la persona soggetta ad accertamento al contraddittorio, pena l'annullamento dello stesso.L'invito al contraddittorio, infatti, con il nuovo redditometro è obbligatorio. Questo è un passaggio importantissimo da ricordare, poichè la mancanza dell'invito stesso permetterà al contribuente di impugnare l'atto chiedendo l'annullamento al Giudice definitivamente.