Un'amara sorpresa per le famiglie aventi un reddito da lavoro inferiore ad 8 mila euro annui. Per quanto riguarda l'Irpef per l'anno 2017, il governo ha infatti annunciato che l'esclusione dal pagamento dalla tassa per chi ha un reddito inferiore ad 8 mila euro, è una previsione che non potrà essere mantenuta.

Vediamo perche' il governo non puo' attuare il provvedimento

Durante la discussione della Legge di Bilancio per l'anno 2017, analizzando gli attuali cinque scaglioni di reddito in base ai quali viene applicata l'Irpef, l'esecutivo allora in carica di Matteo Renzi, conclude che la paventata possibilità della riduzione dagli attuali cinque scaglioni a tre, non sia possibile in quanto farebbe sforare il bilancio del governo.

La riduzione a tre scaglioni, avrebbe consentito in sostanza, a quanti percipienti un reddito al di sotto degli 8 mila euro, l'esenzione dalla tassa Irpef. Per quanto avrebbe riguardato gli altri due scaglioni, a quanti facenti parte di questi, sarebbe stata ridotta l'aliquota dell'imponibile.

Vediamo cosa succede con la mancata attuazione del ridimensionamento

Di fatto, dopo la dichiarazione del governo circa l'impossibilità di una eventuale riduzione degli scaglioni, non cambia assolutamente nulla. Praticamente per la tassazione Irpef inerente la dichiarazione dei redditi per l'anno 2016, restano in vigore gli attuali cinque scaglioni:

  • Primo scaglione: a coloro percipienti un reddito tra zero e 15.000 euro, verrà applicata l'aliquota del 23%-
  • Secondo scaglione: a coloro percipienti un reddito tra 15.001 e 28.000 euro, verrà applicata l'aliquota del 27%-
  • Terzo scaglione: a coloro percipienti un reddito tra 28.001 e 55.000 euro, l'aliquota applicata sarà del 38%-
  • Quarto scaglione: a coloro percipienti un reddito tra 55.001 e 75.000 euro, l'aliquota applicata sarà del 41%-
  • Quinto scaglione: a quanti percepiscono un reddito superiore a 75.001 euro, lo stato applicherà un'aliquota del 43%-

Un esempio pratico

Un cittadino che denuncerà ad esempio un reddito pari a 16.000 euro, in pratica rientra nel secondo scaglione.

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La procedura di applicazione dell'aliquota sarà la seguente: per 15.000 euro considerati di base, partendo dal primo scaglione, questo cittadino sarà soggetto ad un aliquota del 23%. Ai restanti 1000 euro di differenza, che in pratica lo fanno rientrare nel secondo scaglione, sarà applicata l'aliquota fiscale del 27%. In sostanza, solo la differenza esistente tra l'aliquota base del primo scaglione e l'effettivo reddito del cittadino, è soggetta all'aliquota dello scaglione di appartenenza.

In questo caso citato ad esempio: 16.000 (reddito cittadino) - 15.000 (aliquota base 23%) = 1.000 (aliquota 27%)

La tassazione Irpef di questo soggetto, sarà dunque di euro: 3.720:

23% di 15.000 = 3450 + 27% di 1000 = 270 TOTALE 3720 euro Irpef.

La possibilità di ridurre da cinque a tre gli scaglioni, si ridiscuterà nel 2017 e se approvata, verrà applicata ovviamente alle dichiarazioni 2018- #no a riduzione irpef per il 2017 #applicazione aliquote irpef per 2017 #tasse