Come di consueto finita la notte di San Silvestro scattano in automatico svariati aumenti tariffari, uno di essi riguarda i #pedaggi dei trafori e delle #Autostrade. In un anno in cui si sono viste delle belle, tra aumenti sospesi e carte bollate, sul finire del 2016 tutti i gestori, rimasti molto insoddisfatti, battono cassa. Quindi il rischio che si verifichino importanti aumenti è dietro l'angolo.

Gli automobilisti sono avvisati; in primis Gavio, Atlantia e Autostrade per l'Italia attendo con ansia l'ok dei ministeri competenti.

Dall'altro canto, e sempre il primo giorno del nuovo anno verranno aggiornate dello 0,06% le #tariffe dei trafori del Monte Bianco e del Frejus.

Dunque, la corsa semplice per le moto costerà 29,30 euro, per i veicoli leggeri classe 1 44,20 euro, mentre la classe 2 pagherà 58,60 euro.

Un 2016 molto anomalo

Alla fine dello scorso dicembre il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministero dell'Economia avevano deciso di congelare gli aumenti spettanti alle società in fase di aggiornamento del relativo Piano Economico Finanziario. Per tanto, solo Gavio ha potuto, in parte, adeguare alcune tariffe. L'aumento più eclatante si era verificato sulla tratta Torino-Milano, con un incremento pari al 6,5%. Ora, dopo le sentenze in favore degli appelli presentati da Gavio e Autostrade per l'Italia da parte di alcuni Tribunali Amministrativi Regionali, si rischia veramente il raddoppio. Perché i gestori vorranno rifarsi del mancato introito degli ultimi dodici facendo un cumulo di percentuali.

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Tipologie di aumenti tariffari

Gli adeguamenti tariffari posso essere di due tipologie diversi: “a tetto”, quindi con un limite massimo che tiene conto dell'inflazione degli investimenti effettuati dalla concessionaria nel corso dell'ultimo anno. Oppure, “a riequilibrio”, dove si tiene conto di alcune variabili come il traffico, gli investimenti effettuati e i costi. Nello specifico, il Gruppo Gavio prevede tariffe a riequilibrio, mentre Atlantia a tetto. Autostrade per l'Italia invece, a seconda delle zone, prevede tariffe soggette ad entrambe le formule.

Insomma, il mancato rincaro su alcune tratte autostradali dello scorso gennaio potrebbe tramutarsi in un salasso a partire del 1º gennaio 2017. Con buona pace degli automobilisti.