Scaricare dal reddito le spese sostenute per dotare la propria casa di strumenti di sicurezza o quelle relativi a contratti con istituti di vigilanza oggi è fattibile. Nel contenitore delle spese di ristrutturazione che possono essere scaricate nel 730 o nel Modello Unico PF (da quest’anno si chiama Redditi PF), rientrano anche queste tipologie di spese. Ecco come è possibile sfruttare questa opportunità alla luce dei chiarimenti provenienti dall’Agenzia delle Entrate che finalmente ha spiegato alcune particolarità della misura che fino ad oggi non erano conosciute.

Dal 20 febbraio le domande

Il bonus ristrutturazioni è quello al cui interno viene incluso anche la detrazione per sistemi di sicurezza. Nell’ambito di una ristrutturazione edilizia della propria casa, chiunque abbia sostituito o si sia munito di impianti di sicurezza come possono essere allarmi, antifurti, porte blindate e così via, potrà detrarre dal reddito anche queste tipologie di spese. Come dicevamo, rientrano anche le spese sostenute per i servizi degli istituti di vigilanza con regolare contratto e canoni periodici. Per poter usufruire di questa detrazione, l’Agenzia delle Entrate ha avviato sul proprio sito una procedura operativa che è partita ufficialmente ieri 20 febbraio. Le istanze potranno essere presentate entro il 20 marzo.

Scaduto il termine, quanto speso nel 2016 per queste tipologie di costi, non potrà scaricarle dal reddito con le dichiarazioni che stanno per partire tra fine marzo ed aprile.

La procedura

Non basta riportare la spesa sostenuta nel modello 730 o in quello Redditi PD, anche se con fattura a prova della spesa allegata. La domanda è necessaria e va fatta esclusivamente on line tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Si può fare da soli, se si è in possesso di password e credenziali di accesso al Fisconline, oppure tramite professionisti abilitati, quali CAF o commercialisti. Sul sito ufficiale del Fisco Italiano, agenziaentrate.gov.it è stato lanciato un software che gli utenti possono utilizzare in maniera gratuita. Si chiama “creditovideosorveglianza” e tramite questo strumento è possibile da ieri presentare domanda.

Nella richiesta vanno inseriti i dati dell’immobile presso cui sono state istallate gli impianti. Naturalmente vanno riportati anche i propri dati anagrafici, quelli dell’installatore, gli estremi della fattura ed il corrispettivo della stessa, compreso l’IVA. Una volta terminata la compilazione dell’istanza, il sistema è programmato per rilasciare la ricevuta di effettiva presentazione. Dovrebbe essere questa la ricevuta che va portata al CAF o va utilizzata per la versione fai da te delle dichiarazioni reddituali, per detrarre le spese sostenute per questa fattispecie di intervento sulla casa. Per quanto concerne le cifre, cioè quanto è possibile recuperare come credito di imposta, l’Agenzia dovrebbe essere in grado di quantizzarle entro il 31 marzo.

Questa è la motivazione per la quale, questa detrazione non segue la linea delle altre opere di ristrutturazione, perché il Fisco deve valutare l’ammontare delle spese degli italiani per verificare la copertura finanziaria rispetto allo stanziamento. Una volta che l’Agenzia avrà il quadro completo di quanti contribuenti hanno presentato istanza, cioè dopo il 20 marzo, le cifre potranno essere quantificate alla perfezione.